Hong Kong 24-25-26/II/2012

香港 2012年2月24-25-26日

Un weekend a Hong Kong non e’ abbastanza,

una settimana non e’ abbastanza,

chissa’ neanche un mese.

Una metropoli dalle mille sfaccettature, dai mille volti e dagli inumerevoli sapori.

In mandarino Hong Kong e’ 香港, Xiānggǎng, porto profumato, e sono proprio i profumi che a mio avviso rendono speciale questa realta’.

La bellezza esotica dell’oriente e’ in fusione perfetta con l’accattivante realta’ contemporanea e, ai neon scintillanti che illuminano la notte, si affiancano i negozi tradizionali di spezie, i mercati antichi e i templi buddhisti.

Ho deciso di dividere questa mi avventura in Hong Kong in puntate perche’ ho voglia di assaporarla senza fretta  tutta nei suoi molteplici aspetti, talvolta contraddittori.

Approfittando dell’ospitalita’ di un amico venezuelano, Raul, ho posto come primo obiettivo di esplorazione la zona di Hong Kong Island, il nucleo originale, il centro storico e tradizionale.

Il punto di partenza era Sheung wan proprio di fronte al mercato alimentare. E’ stato come perdermi in una storia fortemente stratificata, una sensazione di leggerezza che mi faceva dimenticare distrattamente del traffico intenso che intasava le strade a qualsiasi ora. Mi accompagnava una fitta nebbia tale da nascondere la vetta dei grattacieli e far spaire nel Victoria Harbour, il porto commerciale, tutta l’altra sponda della Metropoli ovvero Kowloon.

E’ tremendamente affascinante immergersi e perdersi nelle vie di questo centro storico… ed e’ un vero e proprio perdersi perche’ non e’ facile orientarsi data l’assenza di uno schema cardo-decumanico. I colori delle spezie nei cesti di vimini, il forte odore dei gamberetti essiccati sotto sale, l’elegante e rara forma del Ginger in vetrina, nidi di uccelli venduti per farne delle zuppe, soldi stampati (finti) per bruciare per strada in onore alla fortuna, l’elettrico movimento dei gamberi e granchi giganti nella cesta umida e il pungente odore della carne fresca appesa e dei pesci pronti per la vendita ancora vivi: tutto impresso nella mia mente e nella mia Canon.

Possesion street, piccola e angusta via in salita, e’ storicamente il punto in cui nel 1841 venne issata per la prima volta la bandiera britannica e sfocia sulla ben nota Hollywood road dove sorge nelle vicinanze un tempio che ha attratto particolarmente la mia attenzione: Dall’esterno e’ composto da una inferriata color rosso sangue con appesi centinaia di ceri cerimoniali buddhisti dalla caratteristica forma spiraliforme. Il tempio e’ dedicato a Kwun Yam e reca all’interno varie rappresentazioni scultoree di Guanyin che secondo la letteratura buddhista porta su di se’ tutti i dolori del mondo e infonde compassione e misericordia. Questa divinita’ e’ circondata da un’aurea mistica e presenta numerose affinita’ con la Vergine Maria.

Risalendo la lieve scalinata di Ladder street, fino ad incrociare la trasversale Upper Lascar Row (Cat St) costellata da botteghe di antiquariato e bancarelle di souvenir, prima di arrivare al tempio di Man Mo, sono stato intervistato da una bambina di 6 anni incaricata di fare un sondaggio tra i turisti e porre loro alcune domande (in un inglese impeccabile) riguardanti la citta’, la tradizione e la modernita’… Sono sicuro che questa bambina malgrado il compito scolastico diventera’ un’ottima giornalista 🙂

L’idea di risalire il Victoria Peak in tram via e’ stata scalzata dalla forte nebbia che e’ caduta come ovatta sulla citta’, cosi’ il giorno seguente quello e’ stato il primo obiettivo da perseguire.

65HK$  per salire sul famoso tram fino al Victoria Peak e godere di un panorama spettacolare in cima ad un edificio dalla discutibile bellezza architettonica. Si attraversa una vera e proprio giungla costellata da terrazzi di residenze private ed enormi torri che sembrano voler scalare le pendici del monte. Molti turisti ma comunque un’esperienza davvero impagabile: osservare come dall’Olimpo tutta la modernita’ da un lato e l’incontaminato verde sub-tropicale dall’altro sfumando gradualmente verso il mare. Cosa centra Forrest Gump con Victoria Peak? Ahahah All’interno dell’edificio con terrazza panoramica e’ presente un ristorante completamente dedicato a Bubba… Il personaggio di colore del Film cult ossessionato dai Gamberi, potete facilmente immaginare la pietanza principale di questo originale (ma carissimo) ristorante xD

Tornando verso il metro mi sono soffermato per alcuni scatti al grattacielo della Bank Of China, dalla caratteristica architettura… l’ho riconosciuto svettare dallo skyline di Hong Kong disegnato su una maglietta che mi ha regalato una persona veramente speciale…

Una messa all’aperto dava il benvenuto alla zona della comunita’ filippina di Hong Kong, tutta riunita in piazza con canti e danze tradizionali (c’era addirittura una zona con nunerosissime tende da camping). A breve la zona costiera che collega Central a Wan Chai/Causeway Bay avra’ un lungo mare, water front attrezzatissimo e l’ho potuto notare passeggiando in mezzo al cantiere in costruzione fino al Hong Kong Convention & Exhibition Centre dalla grande, organica e morbida architettura. Nel percorso mi sono soffermato a vedere una partita di Canoa Polo in piscina, interessante commistione di sport che pensavo (sbagliandomi) non avessero nessun punto in comune! ejeje

Gli autobus a due piani nelle vie trafficate di Wan Chai sembrano brulicare come termiti impazzite, sfiorando i neon appesi delle insegne pubblicitarie e trasportando migliaia di persone all’unisono. Affascinato ma un poco nauseato dalla grande folla mi sono rifugiato nel Victoria Park e li’ ho incontrato una ragazza Giavanese che mi ha fatto da guida per tutto il parco conoscendo cosi’, anche se in perle, gli usi e costumi della folta comunita’ indonesiana radunatasi in quel fazzoletto verde di ben 17 ettari.

Impossibile lasciare Hong Kong senza aver cenato da Mr Wong, ristorante economico e di ottima qualita’ che per soli 50HK$ sfama alla grande (non e’ pubblicita’ occulta ajajajaj); mi e’ rimasto profondamente impresso il proprietario che con cordialita’ e calore migrava di tavolo in tavolo discutendo con (stranieri e non solo) dei piu’ disparati aspetti dei vari paesi. Ho riflettuto molto su quest’uomo e sulla sua possibilita’, pur stando nella stessa citta’, di viaggiare in tutto il mondo attraverso le parole della gente.

Alla prossima avventura in Hong Kong! 😉

Galleria fotografica


2 Responses to “Alla scoperta del Porto Profumato: Hong Kong 香港 Parte I”


  1. 1 Laura
    29 aprile 2015 alle 06:40

    Hai dato delle meravigliose pennellate di vita che mi piacerebbe molto leggere il seguito.


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