Shanghai, Xi’an 23-25/I/2012

上海, 西安 2012年1月23-25日

Mi ha fatto scrivere indubbiamente molto questo viaggio.

Ho cercato di fissare ogni singola emozione, ogni odore, ogni colore nei miei versi e nelle mie fotografie. Credo fermamente che sia impossibile non rimanere attoniti dalla bellezza di alcuni luoghi, dall’eleganza di alcuni gesti, dalla particolare conformazione di taluni paesaggi. Approfittando della visita dei genitori del mio coinquilino ho avuto la possibilita’ di organizzare e finalmente palesare un consistente viaggio per questa splendida nazione: l’enorme Cina.

Partendo da Shenzhen il primo giorno del nuovo anno cinese (anno del drago) ho lasciato alle spalle un clima dalle fattezze molto poco invernali per giungere a Shanghai dove il freddo era piu’ pungente. E’ stata una bellissima senzanzione tornare in questa citta’: c’ero stato con l’universita’ spagnola nel giugno 2010 (anno della Tigre…mio segno e di tutte le persone nate nel 1986) ed e’ piacevole scoprire come possa ricordare ogni singolo momento di quel viaggio. La mia mente e’ assetata di esperienze, di immagini, di suoni, di “nuovo” e ne sono estrememamente orgoglioso: non c’e’ nulla di piu’ nutriente per la nostra cultura che viaggiare e conoscere nuove cose.

Shanghai e’ sempre affascinante; l’eleganza francese del suo Bund, lo skyline in continua traformazione, le strade commerciali affollate di gente, la stravaganza delle vetrine e l’alienante periferia popolata da torri altissime con nessun vincolo di soleggiamento (si fanno completamente ombra a vicenda). Fortunatamente sono riuscito a vedere tutte le attrazioni che mi mancavano per poter conoscere bene la citta’: Il giardino del mandarino Yu rappresenta lo stile tradizionale che sublima e si pone a sistema in una citta’ intasata di modernita’ e poco desiderosa di voler conservare l’antico. Adoro entrare nei templi buddisti, fotografare rituali, candele, incensi, inchini, preghiere, Il tempio del Buddha di giada e’ qualcosa di fortemente emozionante, con le stanze interne decorate minuziosamente, le pietre preziose e tantissime monetine da 1-50cents di Yuan che la gente lascia o “lancia” in qualsiasi pertugio della decorazione in segno di devozione. Malgrado gli strascichi dell’intossicazione, lo stomaco sottosopra e l’abuso sfrenato di enterogermina non ho resistito alla tentazione della notturna Shanghai, cosi’ accordandomi con Giulianna, mia amica colombiana che vive li ormai da anni, mi sono lasciato prendere dalla movida metropolitana finendo in una delle tante serate latine che animano i club piu’ alla moda di Shanghai.

Con in testa ancora i ritmi cubani e brasiliani della notte precedente abbiam volato da Putong (aeroporto di SH) a Xi’an. Sembrava di entrare in freezer appena usciti dall’aereo. -9°C Un freddo pungente che mi ha spinto addirittura ad insossare una calzamaglia per non lasciare le mie gambe in uno stato di criogenesi. Xi’an e’ la capitale della remota provincia dello Shananxi ed e’ stata la capitale per ben 7 dinastie imperiali; al pari di Beijing detiene il primato delle citta’ MUST da visitare. Ogni angolo di questa citta’ oltre ad essere innevato secerneva storia e mostrava la grandezza del passato: era il capolinea della ben nota via della seta (6400 km) e il regno di Qin Shi Huang, l’imperatore che non solo riuni’ sotto il suo potere tutti i regni della Cina ma che apporto’ numerose migliorie allo stato come una rete stradale efficiente, l’unificazione dei linguaggi e delle unita’ di misura, un unica moneta… Proprio del citato imperatore e’ il mausoleo che ospita l’esercito di terracotta scoperto per caso da un contadino nel 1974: davvero indescrivibile lo spettacolo. In un’area coperta di circa 14.600 kmq migliaia di statue antropomorfe in scala reale rimangono imprigionate nell’irreale oceano dei secoli sotto gli occhi ormai di frenetici turisti. Non e’ solo la quantita’ ad impressionare (8000 guerrieri) ma la qualita’ dei visi, tutti diversi, di riconoscibile provenienza geografica dalle province piu’ periferiche cinesi. Forte e molto avventurosa l’escursione nella fredda tundra alla ricerca dei due mausolei recentemente scoperti e della visita delle pendici del grande tumulo artificiale funerario. Ci ha salutati un tramonto dai colori sfacciatamente irreali.

Ho incontrato sulla vetrina di un ristorante l’ideogramma piu’ difficile del mandarino…biang, un tipo molto saporito di Noodles (che prima o poi sperimentero’). La visita alla antica moschea, il quartiere musulmano e la grande pagoda dell’oca selvaggia (7 piani e alta 64,1 m) nella vecchia Xi’an sono state le ultime escursioni e la sera abbiam cenato in nel teatro della dinastia Tang con tanto di spettacolo di danza e musica tradizionale: come si evince dalle numerose foto che ho postato nel blog, questo spettacolo e’ stato secondo me a dir poco splendido… E il viaggio non e’ ancora finito…

Alla prossima con Guilin, Longsheng e Yangshuo.

😉

Galleria fotografica


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