Changsha/Hengshan 8-9-10-11/XII/2014

长沙/衡山2014年12月8-9-10-11日

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有三个人比赛吃辣的,
一个是四川人,他说不怕辣
一个是湖北人,他说辣不怕
一个是湖南人,他说怕不辣

Ci sono tre persone che si sfidano nel mangiare piccante:
il primo è del Sichuan e afferma di non aver paura del piccante.
Il secondo è del Hubei e dice che il piccante non lo spaventa
Il terzo è dello Hunan e afferma di aver paura del non piccante…

 

Esattamente due settimane fa ho compiuto 28 anni, il mio terzo compleanno in Cina, festeggiato con nuovi amici e il mio grande amico e ormai collega Alan. C’erano i presupposti per trascorrerlo assieme ad una ragazza speciale in una spiaggia nell’assolata Malesia ma il destino ahimè ha voluto diversamente. Il mese di dicembre sa di novità da queste parti. Non è solo il mese in cui ho l’abitudine di tornare a casa per Natale e capodanno, è un mese di rigenerazione fisica e spirituale.

Sembra un paradosso parlarne ora, in un letto al caldo sotto l’effetto di antibiotici intestinali per l’ennesimo avvelenamento alimentare, ma quello di cui parlo è un preludio per una vita differente, forse più idonea a me. Dalla tanto amata e affezionata zona di Lianhuacun 蓮花村 (Futian) traslocherò nella zona più vibrante di vita popolare di tutta Shenzhen, Baishizhou 白石洲 per vivere in in appartamento da solo. E’ la voglia di mettermi nuovamente in gioco, a spingermi a prendere questa decisione e alla prova in un ambiente nuovo, molto vicino ad UNIT, il mio studio, dalla forte carica folklorica e peculiare: in cinese si dice che quando il ‘chiasso’ è piacevole allora non è più “rumore” ma 熱鬧 renao ovvero ‘chiasso pieno di vitalità’, spero di non avere un’overdose di questa leggiadra musica… Il nuovo appartamento è piccolo ma accogliente, attualmente vi vive il mio grande amico olandese Thijs con la sua ragazza cinese Debbie. Riguardo il food poisoning sono quasi certo che non sia stato un cibo, bensì una bevanda: durante un meeting domenica alle tre in 后海 il cliente mi ha voluto offrire un moka al cioccolato Made in starbucks e credo che all’interno avesse come latte avariato o qualcosa del genere… Insomma notte insonne passata in compagnia del bagno. I cinesi hanno un modo molto grafico per descrivere tale malessere fisico 上吐下泻 ovvero vomito e diarrea allo stesso momento…Fortunatamente avevo un antibiotico intestinale, la mia salvezza. Purtroppo questo stare a letto per due giorni non ha solo bloccato il mio trasloco, ma anche il progetto che sto portando avanti con lo studio, una torre per le telecomunicazioni a Salerno, finalmente un progetto in Italia :). Confido che questa situazione si ripristini alla svelta e che a forza do porridge e acqua con sali minerali possa riprendermi alla svelta. Ė stato molto divertente quando utilizzando le poche forze che avevo nel mio corpo sono riuscito a scendere a comprare il mio pranzo e nel ristorante di porridge al posto di dire “ho un food poisoning per favore datemi un porridge in bianco” ho sbagliato la pronuncia dell’ultima parte della frase e ho affermato ‘ho un food poisoning per favore datemi della grappa da bere’ in quanto in cinese 粥 zhou e 酒 jiu si assomigliano foneticamente (chissà cosa avrà pensato il povero cameriere…).

Se il dicembre scorso è stato caratterizzato dalle acque cristalline di Phuket, Thailandia, i piatti deliziosi e la follia delle città del sud est asiatico, per questo dicembre UNIT ha organizzato come viaggio premio un’escursione nella fredda provincia dello Hunan 湖南 e più in particolare nella sua capitale Changsha 長沙 e nella mitica montagna Hengshan 衡山, che anche non essendo la stessa da cui trasse inspirazione James Cameron per il suo Avatar (张家界 Zhangjiajie altra montagna nel nord ovest Hunan) resta nella lista delle prime quattro montagne più belle e sacre di tutto l’impero di mezzo. Arrivare a Changsha, nel cuore della Cina è stato molto più facile di quanto mi aspettassi: la tecnologia dello shinkansen 新幹線, donata dal Giappone alla Cina e che qui prende il nome di 高铁 gaotie permette parzialmente di azzerare abissi chilometrici perché viaggiando comodamente a 360km/h in sole 3 ore e 40 si arriva comodamente a destinazione. Ricordo che per la prima volta ho preso il bullet Train per esplorare la zona di Qingyuan 清远 con i suoi due templi 飞来飞霞 dispersi tra gli alberi in un suggestivo scenario sulle sponde di un fiume molto poco navigato. Se l’aria di Shenzhen è in alcuni giorni tossica per via dell’inquinamento quella di Changsha ha perennemente una patina di smog, dovuta al clima e alla vicinanza estrema di numerose fabbriche, perché lo smog che fa paura qui in Cina non è solo quello delle macchine, ma soprattuto i fumi tossici delle industrie. Ho quasi sempre indossato la mascherina utile non solo per proteggersi dell’inquinamento ma anche a riscaldarsi la parte naso, bocca, mento utilizzando il proprio calore interno. Non sono molti i monumenti e i luoghi turistici di Changsha, il kaifusi 开福寺 è un tempio antico, ben conservato e interessante da visitare, la zona universitaria è alquanto affascinante, con edifici antichi accanto a calcestruzzi e vetri del nostro secolo, tra mattoni sostituiti e altri invecchiati per sembrare antichi. Quello che più colpisce è la disposizione delle differenti sedi che in questo caso sono disperse sulle pendici di una piccola montagna, studenti che passeggiano nei cortili, statue di Maozedong, Laozu e Confucio adornano gli spazi esterni e nell’aria si sente solo il frusciare del vento tra gli alberi, è facile capire perché molti studenti vengano a fare scambi culturali con la Cina proprio in questa città. Un’intera isola molto sottile ma lunga 5km chiamata 橘子洲 ovvero Tanguerine Island è stata donata al culto dell’ex chairman, con una grande statua che lo ritrae giovane con i capello al vento, rimirando il punto dove sorge il sole e celebrando una delle sue poesie più note scritte proprio in quel luogo nel pieno della sua gioventù. Al giro turistico non poteva mancare la tappa gastronomica per gustare i mille e più snack dello Hunan: effettivamente siamo andati nel locale più ‘in’ situato nella vibrante zona commerciale di pozijie 坡子街 accanto al mastodontico progetto commerciale che ospiterà almeno sei hotels tra cui Hyatt e Sheraton. Mi ha particolarmente affascinato la rappresentazione del teatro Yue all’ingresso e non ho notato inizialmente l’enorme statua dorata del tramontato leader.

Chi mi conosce sa che per me il piccante non è un gran problema ma sfortunatamente quello che i cinesi, e più in particolare quelli provenienti da Sichuan, Hubei e Hunan, classificano con “non piccante” 不辣 bula per me è un piccante esagerato che mi regalerà diversi problemi digestivi… Quindi con molta attenzione mi sono fatto trasportare dai sapori locali, assaggiando i numerosi piattini che affollavano il nostro tavolo. Dopo aver tempestivamente riparato la cerniera della giacca da neve (rotta quando stavo chiudendola) ho potuto avere un assaggio della famosa vita notturna di Changsha e dopo due anni, ho rimangiato un 冰糖葫芦 bintanghulu, lo spiedino pechinese di frutta caramellata. Con il treno rapido siamo arrivati a Hengyang a circa 130 km a sud di Changsha, città alle pendici della celeberrima Hengshan 衡山 o anche chiamata Nanyue 南岳. Non avrei scalato la montagna dalla base, considerando la duratura tosse che mi ha perseguitato per almeno due mesi, non volevo mettere a repentaglio ulteriormente la mia salute: ma per fortuna o purtroppo nessuno del gruppo poté scalarla in quanto tutte le strade erano completamente ghiacciate, impianto di funivia spento e solo il servizio bus che affannosamente e con un riscaldamento esagerato in circa un’ora risaliva la maggior altezza della montagna. È stato impressionante quando dal finestrino abbiamo assistito al cambio della vegetazione, da rigogliosa e tipica delle zone montane della Cina centrale a completamente congelata: foglie ricoperte da uno strato di ghiaccio che tintinnavano sulla carrozzeria del van. Accanto a me si è seduta una ragazza hunanese che mi è risultata molto simpatica e con la quale ho dialogato per tutto il tragitto, lei mi ha intimato di comprare un 雨衣 yuyi un impermeabile di plastica per proteggermi dalla pioggia, perché sebbene l’altezza elevata, abbiamo dovuto scalare per un’ora sotto un’inesorabile pioggerella che non faceva altro che aumentare la sensazione estrema di freddo, quello pungente fin nelle ossa.

Arrivati finalmente all’hotel, credo siamo stati gli unici clienti della giornata, la serata si è trascorsa molto pigramente in quanto impossibilitati ad uscire ma comunque in compagnia di una potente rete wifi (a quanto pare tutta la montagna è dotata di una rete wireless..). Per me è stata la prima volta che ho dormito su un materasso riscaldato elettricamente, e debbo dire che si stava bene anche se di notte bastava un solo movimento distratto e si lasciava allo scoperto una parte del collo o la schiena e la mattina seguente si aveva un dolore lancinante. La mattina seguente armato di cerotti riscaldanti di provenienza nipponica, calzamaglia, doppi guanti, giacca da snowboard e sciarpa pesante, abbiamo fatto una passeggiata alla scoperta dei templi buddisti e taoisti (ce ne sono circa 3000 in tutta la montagna): mi sembrava di essere nel mondo nebbioso del videogioco Silent hill, un paesaggio irreale, cristallizzato e immobile, cumuli di neve ai bordi delle strade, scale in pietra scintillanti per le lastre di spesso ghiaccio, silenzio e nebbia fitta. Cono una camminata estenuante di 40 minuti siamo arrivati nel punto più alto, il “picco che augura l’armonia” 祝融峰 Avevo anche ai piedi dei calzari di corda legati allo scarpone da montagna per non scivolare sul ghiaccio. Ho veramente sforzato la mia Canon perché non riusciva quasi più a mettere a fuoco per il freddo…

Dura, ma stupenda come esperienza e decisamente molto differente dalla montagna gialla 黃山.

Sono state dure le ultime settimane, dure ma molto produttive. Nuova casa, nuova vita, progetto ultimato e pronto alla consegna e ho persino ricevuto una coppa durante il festeggiamento del 5nto anniversario della fondazione della mia scuola di mandarino come uno tra i tre studenti più meritevoli dell’istituto. Ho finito di scrivere l’articolo ad Schiphol, Amsterdam, un scalo prima di abbracciare nuovamente la mia amata Roma.

Colgo l’occasione di augurare a tutti buone feste

A presto!

P.S. Alla vigilia di Natale sono riuscito a fare qualcosa che prima d’ora non avrei mai avuto il coraggio di fare… superare le proprie barriere è il giusto modo di crescere e esplorare nuovi orizzonti: mi sono rasato i capelli cortissimi, a mò di militare.

 

Galleria fotografica I

Galleria fotografica II


1 Response to “Alla scoperta dello Hunan 湖南, Changsha 长沙 e Hengshan 衡山: storie di un tramontato leader, peperoncini e montagne ghiacciate”


  1. 5 gennaio 2016 alle 12:18

    A spectacular area stretching over more than 26,000 ha in China’s Hunan Province, the
    site is dominated by moore than 3,000 narrow sandstone pillars
    and peaks, many over 200 m high. Between the peazks
    lie ravines and gorges with streams, pools and waterfalls,
    some 40 caves, and two large natural bridges.
    In addiition to the striking beauty of the landscape, the region is also noted
    forr the fact that it is home to a number of endangered plant
    and animal species.


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