上海2018年7月26日

Shanghai 26-7-2018

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È strano, dopo quasi 7 anni, rivivere l’ebrezza delle 4 stagioni, del loro alternarsi e degli inesorabili sbalzi climatici. Ero abituato a Shenzhen, un clima tropicale che non si abbassa mai al di sotto dei 15 gradi e che, salvo nel mese di gennaio, non è mai freddo ma sempre molto caldo. Appena arrivato a Shanghai, a febbraio ho patito il freddo che è durato fino ad aprile ed ora il caldo è tenace e persistente.

Sono ancora alla ricerca di un nuovo lavoro e passo le mie giornate settimanali nel mio studio con aria condizionata studiando, scrivendo, applicando online per posti di lavoro e cercando di coltivare le mie professional skills. Qualcosa che rimpiangerò una volta in Australia è la convenienza cinese degli ordini online di cibo a qualsiasi ora senza costi aggiuntivi: nel cuore della notte si ha la necessità di mangiare del Ramen giapponese? Tagliolini di Xi’An? Una pizza? Sicuramente si trova nelle vicinanze un ristorante aperto fino alle ore piccole capace di organizzare un delivery dopo soli 30 minuti. Da quanto mi hanno detto, Australia non è affatto così, anzi dopo una certa ora qualsiasi negozio-ristorante è chiuso e così lo sono anche i supermercati.

Sta per finire questo luglio 2018 e con lui termina uno dei mesi più intensi della nostra vita Shanghainese che ha visto due persone importanti volare dal Sud Africa per venire a visitarci quì a Shanghai nel cuore della Concessione Francese. Prima Charmaine, la mamma di Matthew e poi Kelly, nostra cara amica di Johannesburg. Fortunatamente ho avuto la possibilità di prendere una settimana di ferie in vista della prima visita dal mio lavoro precedente presso LINK+ e per Kelly avevo a disposizione tutto il tempo necessario in quanto felicemente disoccupato (anche se le mattine le dedicavo a preparare assiduamente il PTE).

Tempo libero+visite di persone speciali=turismo e esperienze indimenticabili.

Il lavoro intenso e la voglia di staccare la spina durante il fine settimana non ci aveva lasciato visitare molte attrazioni turistiche in città e la visita di Charmaine e Kelly ha permesso di approfittare delle meraviglie di questa megalopoli ricca di storia e cultura.

Sono state innumerevoli le passeggiate lungo la concessione Francese in compagnia di Marley, il nostro adorabile schnoodle, all’ombra dei grandi alberi che si connettono da ambo le parti della strada in archi dal verde intenso, per le vie costellate di ville dal sapore coloniale e ristoranti dalle pietanze fusion e variegate. È quasi un’abitudine terminare la lunga passeggiata in un bar con terrazza al principio della via Anfulu 安福路 e lì sorseggiare due bicchieri di vino bianco osservando i passanti e conoscendo altri amanti di questa “Parigi dell’Est”.

Questo periodo è stato anche quello della scoperta di alcuni locali nell’area del Bund, dove regnano i grandi grattacieli di Shanghai, che offrono serate mondane infrasettimanali con bevande alcoliche free-flow e tanto divertimento. Primo fra questi un locale che personalmente adoro chiamato UNICO con la serata chiamata “El Tuesday”; un ristorante dal menù danaroso ma che impazza ogni martedì con musica latina, esibizioni dal vivo e cocktail mojito gratis prima delle 22.30.

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Non posso dimenticare il momento in cui nel luglio 2009 con il mio amico madrileño Alan sono salito sui due grattacieli più alti nel Bund e insieme abbiamo visto le “fondamenta” di quello che oggi possiamo definire il terzo grattacielo più alto del mondo, la “Shanghai tower” (636 metri di altezza completata nel settembre 2017). Quale migliore opportunità per visitare la terza torre che l’arrivo di Kelly?
Dopo una mattinata passata studiando le 20 prove che consistono l’esame PTE e sfidando il caldo intenso riparati da un ombrello (perfect Chinese syle) ci siamo gradualmente avvicinati al gigante. È incredibile la vista dal basso ed è addirittura possibile ritrarre i tre grandi edicifi in un unico scatto dall’alto verso il basso che nelle giornate più nuvolose sbiadiscono gradualmente inghiottiti dalle nubi.
Ne ho provate di ascensori poderose, ma quella della Shanghai tower le batte tutte con i suoi 20,5 metri per secondo, collocandosi nel podio degli ascensori più veloci al mondo. Salire a quella velocità è un’esperienza e deglutire è necessario per non sentirsi esplodere i timpani. La vista da lassù è formidabile ed è impressionate razionalizzare come a 360 gradi l’orizzonte stesso comprende la megalopoli di Shanghai. L’edicio in sè, disegnato dallo studio statunitense Gensler, ha una forma elegante, affusolata e stondata; una facciata paramentrica che si avviluppa in verticale generando all’interno giardini pensili e spazi verdi.

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Nello stesso giorno della Shanghai Torre Kelly ed io abbiamo visitato la Power Station of Art, un edificio che è impossibile ignorare quando si arriva in città dall’aeroporto di Pudong o dalla stazione del Maglev (treno a levitazione magnetica ad alta velocità che collega Lujiazui e l’aeroporto). La Power Station of Art è il primo museo di arte contemporaea gestito dallo stato ed è stato ricavato dalla rifunzionalizzazione di una centrale elettrica, che ora ospita 7 piani di installazioni d’arte e video happenings.

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Durante un evento organizzato dalla camera di commercio australiana Matthew ha conosciuto Mita, una briosa signora londinese che vive a Sydney e da allora è diventata una grande amica con la quale abbiamo condiviso molte serate e attività. Con lei e Kelly siamo andati a visitare il “Museo delle relazioni spazzate”, un’interessante mostra allestita in una delle aree più eclettiche di Shanghai e da poco aperte al pubblico: il Columbia Circle (哥伦比亚公园 / 上生新所 ). Questa area era precentemente occupata dai militari americani e oggi conserva gli edifici antichi che sono stati restaurati e anche una bellissima piscina a mosaici che decora uno dei patii interni del complesso. Tornando alla mostra, è un’affascinante percorso attraverso una collezioni di oggetti, ognuno legato ad una storia d’amore andata in frantumi. Toccante ed emozionante; alle volte mi ha fatto sorridere, altre volte commuovere.

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Una delle ultime emozionanti esperienze è stata la visita del villaggio acquatico di 朱家角镇 a circa due ore e mezzo dal centro della città di Shanghai. Per giungervi è necessario arrivare alla stazione del treno di Hongqiao e da lì prendere la linea 17 del metro per quasi 16 stazioni fino ad arrivare quasi al capolinea. Arrivare da quelle parti vuol dire rifuggire il caos cittadino ed immergersi nella tranquillità di un antico villaggio acquatico, una “Venezia orientale” con stretti canali, ponti di pietra, templi buddhisti e taoisti, pagode, negozi e ristoranti tipici. Vale veramente la pena fare una visita a questo villaggio, perdersi nelle sue labirintiche vie, degustare le varie pietanze ed esplorare le attrazioni turistiche. Consiglio vivamente di visitare il parco Kezhi 课植园, situato nella parte nord della cittadina. È un vero e proprio gioiello dell’arte del giardino cinese, come il famoso 豫园 di Shanghai, ma molto più esteso, variegato e senza quasi nessun turista. Tutti gli elementi classici del giardino Cinese sono presenti: le stradine strette inerpicandosi sulle rocce disposte accuratamente, gli specchi d’acqua dalle forme organiche, i ponti zigzaganti che serpeggiano sul lago, i padiglioni del tè, i punti alti panoramici, il rumore delle rane e delle cicale, i boschi di bambù e le affascinanti e sempre-diverse pavimentazioni in fini pietre colorate che caratterizzano tutti i vari sentieri all’interno del giardino.

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Questo periodo è stato scoperta, soddifazione, relax e arricchimento personale. Ho già avuto diversi colloqui e mandato molteplici CV e portfolio in giro per le imprese Shanghainesi. Spero di poter trovare un nuovo lavoro come Senior Architect al più presto, come sempre dopo un periodo di stasi, sento notevolmente la mancanza della mia routine di progettista.

A presto!

PS: Il blog festeggia i 100 articoli!

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