Qingyuan, Feilai Feixia 25/XI/2012

请远,飞来 &飞峡2012年1125

Finalmente giunto alla terza ed ultima parte del libro ”Q” di Luther Blissett: Venezia

”Al primo sguardo distante, reso piu’ incerto dai veli di nebbia che fanno del sole un disco biancastro, non sai se il miraggio sia il mare che stai solcando, e invece e’ terraferma, o i palazzi e le chiese appoggiati sull’acqua, in realta’ scogli di forme architettoniche” 

Mi era stato detto che ottenere il visto per il Vietnam era cosa ardua e richiedeva molto tempo così tra progetti, 3d e masterplans ritagliando del tempo ho scoperto che ora hanno decisamente semplificato le procedure: è necessario compilare on-line un questionario con tutti i dati del passaporto e pagare 44 USD per avere entrate multiple per un mese per due persone. Necessito il visto multiplo perché nella mia mente saetta sempre di più l’idea di scappare per 2 giorni nella non distante ex patria dell’impero Khmer, la Cambogia e visitare di conseguenza il tempio induista più grande al mondo nella città di Siem Reap ovvero Angkor Wat អង្គរវត្ត.

Era da molto che volevo visitare una località qui nel Guangdong 广东, appartenente alla città di 清远 Qingyuan ma che per impegni lavorativi e differente organizzazione non mi era stato possibile fino a domenica scorsa godere: I templi Buddhisti-Taoisti di Feilai  飞来 e Feixia飞峡.

Con un treno super-rapido (fino a 308km/h) e 5 amici dalla 深圳北站 Stazione Nord di Shenzhen siamo sfrecciati direttamente a Qingyuan in solo un’ora (più di 200 km). Tutto scorreva velocemente, le campagne slittavano indietro, i ponti si snodavano rapidi mentre il nostro treno tagliava la nebbia rendendo difficile captare confini e paesaggi. Questo treno super rapido è anche a mio avviso super costoso per gli standard cinesi (115 RMB solo andata) ma dava la possibilità di arrivare direttamente molto vicini al molo 15 五一码头 dove sarebbe iniziata la nostra avventura. Nessun turista; la grande strada carrabile che conduceva alla zona fluviale era deserta di automobili e salvo qualche ridente contadino, dei paperi selvatici chiassosi e due signore in motocicletta che offrivano passaggi nelle loro barche, tutto era subordinato al silenzio. A seguito del poco turismo anche il noleggio della barca con conducente era abbastanza caro (500 Yuan) ma fortunatamente per il gruppo era da dividere in sei quindi 84 yuan a testa. Non ci sono ristoranti, negozi di souvenirs, né drugstores forniti quindi eravamo muniti di panini, acqua e non è mancata la birra che nella crociera ci ha accompagnati fin dalle 10 .30 del mattino. L’entrata in barca e il salpare dal porticciolo è stata una rimembranza per me della crociera sul Nilo  dal Cairo fino ad Assuan nel lontano 2008: tutte le barche parcheggiano una di fianco a l’altra, “appoggiandosi” vicendevolmente così che per arrivare ad una specifica imbarcazione bisogna attraversare tutte le altre ormeggiate più vicine al molo. Pontili tremanti, ovini liberi di razzolare in qualsiasi direzione, bambini con “guinzaglio”, cesti umidi di verdura che sembrava giacere lì da diverse settimane e imbarcazioni MOLTO rustiche e spartane non ci hanno scoraggiato a iniziare la nostra crociera sul fiume Beijiang. La nebbia medio densa (che mi ha ricordato la mia visita a Guilin l’anno scorso) e la foschia biancastra hanno reso senza esagerazione magico ed estremamente non solo il cammino in barca ma anche il sito dei due templi visitati. Le imbarcazioni piccole dei pescatori apparivano come ologrammi in lontananza per poi materializzarsi con i loro colori non appena la poppa superava il loro campo visivo.

Sono solo 4 i kilometri che la barca percorre scivolando sulle acque del fiume per giungere al primo tempio, il più lontano ovvero 飞霞 Feixia (biglietto di entrata 55Yuan al “tempio delle Rosse nuvole volanti”). Si approda ad un molo molto folkloristico caratterizzato da un mercato ittico issato sopra palafitte sulle acque e banconi di pesce essiccato al sole.

Passando di fronte ad un grande padiglione rosso scarlatto relativamente nuovo e un giardino di pietra con le sculture dei 12 segni dello zodiaco cinese si arriva ad una scalinata che si inerpica sulle pendici del colle e che serpeggia lungo una foresta pluviale tra lussureggianti piante, colori vivaci, sculture e padiglioni apparentemente abbandonati alla natura e al tempo. Le foto testimoniano più delle parole la sensazione unica di trovarsi in una realtà sperduta nel tempo, dove rovine si alternano ad antiche inscrizioni e il rumore del vento e la leggera pioggia accarezzano i tronchi degli alberi con gli scoiattoli giocosi che corrono a spirale lungo i tronchi. Ammetto che la salita non è stata molto facile per via del pavimento dei percorsi in pietra bagnato e le distanze un poco larghe (ma abituato alla Montagna Gialla questo era una piacevole passeggiata) e che più volte ho rischiato di scivolare ritrovandomi coricato a terra. Dopo 20 minuti di salita si arriva ad un primo tempio, un gioiello nella giungla, circondato da un canale di 2 metri, alberi rigogliosi e radici a vista.

Continuando il bosco di arriva al vero e proprio complesso templare buddhista-taoista fondato nel 1863 ed espanso 5 anni dopo assumendo le dimensioni del monastero attuale; qui si alternano corridoi porticati, scalinate scoscese, sale per la preghiera, vasche per pesci e tartarughe sacre a padiglioni con musicisti intenti a suonare con Guzhen (classico strumento a corde cinese) melodie malinconiche evocanti l’antico fasto. È stato magico perdersi tra le scalinate, le tradizionali porte circolari, i mattoni grigio chiaro, gli affreschi sbiaditi e percorrere la ripida salita verso la Pagoda del Cielo senza fine 长天塔. Mi ha colpito una parte del monastero, specialmente una stanza nel porticato superiore interamente dedicato al “Re scimmia” personaggio mitologico al quale si rifà Goku e il famoso cartone animato “Dragon Ball” e che approfondirò nei prossimi articoli.

Riprendendo alle 15 la barca che ci aveva aspettato ci dirigiamo verso il secondo tempio previsto: 飞来 (15 Yuan “tempio del volo”). Non si può paragonare al precedente: è notevolmente più piccolo e di recente costruzione anche se è stato fondato più di 1400 anni orsono ma sfortunatamente distrutto a seguito di una frana nel recente 1997 e quindi è interamente ricostruito. Delle signore parlanti solo Cantonese volevano venderci dei pesci vivi in buste di plastica da liberare in onore della divinità. Oltre ai propilei d’ingresso affacciati poeticamente sulle acque del fiume, l’ara principale era deserta e popolata solo da densi fumi di incenso e sculture dorate e dipinte. Anche qui era presente una scalinata di pietra che giungeva fino al tempio superiore, strategicamente situato secondo il Feng Shui 风水 per godere dei benefici dei venti e delle montagne e dove si godeva un panorama mozzafiato a 180°di tutta la vallata sottostante.

Finchè rimarrò qui in Cina non smetterò mai di nutrire i miei occhi con questi incantevoli posti e il mio diario sarà sempre aggiornato all’ultima emozione regalatami.

Alla prossima 😉

Galleria fotografica


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