上海2018年5月5日

Shanghai 5-5-2018

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Oggi celebrarò il mio ennesimo “Cinco de mayo” nella terra di mezzo.

È da molto tempo che non aggiorno il mio blog e chissà questo sia direttamente proporzionale al ritmo della mia vita e solamente quando riesco a ritagliare un po’ di tempo libero riesco ad aggiornarlo.

Ho nuovamente una casa in Cina ma questa volta la città in cui vivo non è più Shenzhen, che è stata la mia terra per gli ultimi 7 anni, ma Shanghai. ovvero la città “sul mare”.

È stata una decisione presa durante il nostro ultimo viaggio in Sudafrica, quando abbiamo scoperto, dialogando con l’agente per il visto australiano, che il processo si sarebbe ritardato di più di un anno per cause burocratiche e permessi di lavoro vari. Come già avevo scritto, il nostro piano era di dedicare tre mesi al corso PADI per diventare instruttori e vivere per tutto il tempo necessario in qualche isola Tailandese…
Questo progetto non andrà in fumo, ma sarà semplicemente posposto.

Ammetto che è stato alquanto uno shock scoprire che il tempo di attesa improvvisamente si sarebbe protratto inesorabilmente e, malgrado il malcontento inziale, abbiamo iniziato a pensare positivamente e che tutto arriva per una determinata ragione.

Attualmente viviamo assieme a 27 milioni di abitanti a Shanghai, una megalopoli incredibile che mescola abilmente caratteri coloniali, tradizionali cinesi, tecnologia e internazionalità.
Avevo affermato di non voler vivere al di fuori di Shenzhen e che, nel caso in cui avessi dovuto lasciare quella città, avrei preferito direttamente lasciare il paese ed emigrare altrove.
Come è possibile evincere dal mio blog non è la prima volta che ho messo piede a Shanghai, ma è decisamente la prima volta in cui ho la possibilità di viverci senza la fretta e l’affanno di una visita turistica, o la volatilità di una visita ad un amico oppure la full-immersion di un viaggio di lavoro.

Perchè Shanghai? Fondamentalmente perchè Matthew aveva già un lavoro assicurato da queste parti ed io mi sono concesso 2 settimane per trovare un lavoro e stabilizzarmi. Dal punto di vista lavorativo, mentre Shenzhen mi risultava ormai abbastanza stagnante e poco fertile, Shanghai offre una rosa variegata di diversi lavori nel campo dell’architettura.
Solamente nella prima settimana ho avuto più di 12 colloqui di lavoro.
Ho potuto notare diversi cambiamenti rispetto alla situazione e prospettiva lavorativa di SZ:

  • In questa città le mie abilità linguistiche in Mandarino vengono decisamente considerate ed elogiate; probabilmente perchè la comunità expat di SH è decisamente maggiore e molti pochi stranieri decidono di cimentarsi in questa complessa lingua.
  • In quasi tutti gli studi di Archiettura dove ho avuto il colloquio la lingua ufficiale è l’Inglese e vi lavorano numerosi stranieri provenienti soprattutto da paesi europei.
  • Mentre il mio portfolio architettonico era molto adatto al panorama di SZ, qui a SH si ricercano profili più orientati sull’architettura degli interni, disegno di mobili e dettagli costruttivi di cantiere.

Dopo i numerosi colloqui ho deciso finalmente di accettare la proposta lavorativa di LINK + Architects, uno studio giovane ma molto ambizioso.
Sono entrato nello studio con una posizione di Project Manager e da poche settimane sono stato incaricato di occuparmi del “Training” dei miei colleghi.
Ho amato lo studio sin dal primo momento in cui vi ho messo piede per l’eleganza degli interni, l’amabilità delle persone (che sono poi diventate colleghe) e la raffinatezza dei progetti.

Ho appena finito un progetto importante di “urban design” per un cliente molto conosciuto e venerato come una leggenda in tutta l’Asia (Sfortunatamente non posso ancora rivelarne il nome) e attualmente sono impegnato nel disegno di interiori e mobili.
Il mio nuovo capo James è un uomo elegante sulla cinquantina di Tianjin 天津, amante del design di mobili e collezionista, credente buddista e ambizioso nel suo lavoro: Uno stakanovista che mai smette di lavorare e che, malgrado non provenga da un background architettonico (bensì dall’industria del Fashion), ha grandi piani per quest’impresa ed investe molti fondi per assicurare qualità e prestigio.
Probabilmente questo è il primo studio in cui non “mi pesa” indossare una camicia diariamente e nemmeno mi infastidisce rimanere al di là dell’orario lavorativo.
Ho colleghi provenienti da molte parti del mondo: due dalla Spagna, due dall’Italia, uno della Francia, una dal Portogallo e 3 da Taiwan. Finalmente ho la possibilità di allenare ogni giorno tutte le lingue che posso parlare e che adoro esercitare.
Quasi tutto lo staff cinese parla un buon Inglese e “quasi” non c’è necessità di utilizzare la lingua mandarina come mezzo comunicativo anche se personalmente preferisco rivolgermi utilizzandola e perfezionandola.

Un mese esatto dopo essere arrivati a Shanghai, durante le vacanze del 清明 qingming, nel mentre di una passeggiata con l’obiettivo di esplorare Bar e Caffè, nel cuore della Concessione Francese, ci imbattiamo in un cagnolino nero che disperatamente corre in mezzo alla strada, facendo inchiodare veicoli e attirando l’attenzione di molti passanti: una ragazza molla il proprio scooter in mezzo alla via e decide di seguirlo e fermarlo per vedere se avesse o no un collare con un nome o un numero. Anche noi ci avviciniamo al cucciolo, terrorizzato, insozzato e denutrito. Non sappiamo quante ore-giorni avesse percorso per le vie della Concessione Francese e nemmeno le ragioni per le quali fosse in strada: dal pelo e dai polpastrelli, si poteva vedere che era un animale da casa e che era molto curato.
La ragazza aveva già un cane in casa ed io non me la sentivo proprio di lasciarlo lì per strada, quindi abbiamo deciso di portarlo a casa con noi e nel pomeriggio andare a consultare un veterinario per verificare se avesse o no il Chip. Il nostro obiettivo era quello di aiutare il cucciolo a tornare dal padrone ma sfortunatamente era sprovvisto di medaglietta e chip.
Cercando di sfruttare il potente internet, ho pubblicato su Wechat e Weibo (il Twitter cinese) le sue foto ed un annuncio, descrivendo dove era stato trovato e quando. Nessuno ha mai risposto a questi post ed è stato impossibile non affezzionarsi al cucciolo. Marley, come l’abbiamo chiamato, è ufficialmente diventato nostro, con tutte le vaccinazioni, il Chip e una casa dove riceve milioni di attenzioni e amore ogni giorno.
Marley è un cane adorabile, affettuoso e giocherellone, e appartiene ad una razza canina di cui non conoscevo l’esistenza: Shnoodle, una razza creata dall’incrocio di un Poodle (barboncino francese) e uno Schnauzer nano.

Finalmente abbiamo una casa, dopo aver vissuto da nomadi per sei mesi, e quindi c’è la possibilità di ristabilire una sana routine. Molte persone rifuggono da questa, ma io la considero stabilità e costanza.
Mi sveglio ogni giorno alle 6, porto Marley a passeggiare per una mezz’ora, pratico Yoga e mi alleno con esercizi vari in casa, preparo la colazione e due volte a settimana dalle 8 alle 9.30 ho lezione di lingua Mandarina Business (Lunedì) e lingua Portoghese Intermedia (Venerdì). Aggiungerò in seguito anche delle lezioni di lingua Francese, per rinfrescarla e tenerla allenata.

Sono cambiate molte cose, e felicemente abbraccio questa nuova avventura shanghainese con la promessa di documentare più assiduamente la mia permanenza in quanta parte del mondo.

¡Feliz Cinco de Mayo!

alla prossima!



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