Shenzhen 10/IX/2013

深圳 2013910

中秋节快乐zhōngqiū jié  kuai le, Buona festa di mezzo autunno!

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L’estate 2013 devo ammettere che è stata speciale, passare due settimane intere con mia mamma e papà, soli è qualcosa che non succedeva da molti anni. Specialmente ora, quando le situazioni si complicano si tendono a valorizzare le cose che si hanno, il tempo che ci viene concesso, l’affetto e la gioia di stare assieme. Sentire mia madre che giornalmente mi chiedeva ‘cosa desideri mangiare oggi?’ è una cosa che ha commosso e che da normale che era quando vivevo a Roma, ora a mille kilometri di distanza vedo estremamente speciale e unico. Nel corso del soggiorno otrantino, caratterizzato da serate in compagnia dei miei amici storici Sergio, Patrizia, Francesca, Valentina…, feste già precedentemente vissute e complete novità (La festa della Taranta), luoghi da tanto sognati e finalmente visitati (Bomarzo il giardino dei mostri), ho avuto addirittura l’onore di apprezzare dal vivo e senza vetri di protezione la tela originale di de Chirico ‘Le muse inquietanti’ che assieme al ‘Trovatore’, ‘Piazza Italia’ e vari bozzetti di studio tra qui quello del ’Ettore e Andromaca’ adornavano una bella e organizzata mostra nel Castello Aragonese di Otranto.

Il ritorno in aereo mi ha regalato una bella ed intensa intossicazione alimentare che mi ha accompagnato fino alla settimana scorsa, grazie Air China. Prima di partire per la mia adorata Italia con amici sono stato ad un compleanno speciale a Hong Kong, nella zona di Saikung 西贡 dei nuovi territori, organizzato a bordo di una chiatta in mezzo ad una baia di acqua salata in mezzo alle alture verdi, vicino all’allevamento dei pesci, che servivano in un barbeque assieme a salsicce, wurstel e Marshmallow (che ho provato per la prima volta arrostito sulla fiamma viva). Di ritorno dall’escursione in barca nel porto ho visto due cose che mi ha impressionato molto:

1) nelle numerose vasche di pesci vivi presenti nel patio di entrata di tutti i tradizionali ristoranti cinesi, c’erano alcuni crostacei, mi pare fossero delle ‘pannocchie di mare’ o ‘cicale di mare’ che erano state allevate e fatte crescere tutta la loro vita in bottiglie di plastica strette per facilitarne il trasporto e la vendita.

2) dalle eleganti murene imprigionate nella vasca grande prossima all’entrata era stata prelevata una dai colori sgargianti che fatta a pezzi e squartata su un tavolaccio mostrava ancora il cuore che batteva per testimoniare la freschezza della carne.

È appena trascorsa la famosa “festa della luna” o “festa di metà autunno”, quando una luna piena e brillante ricorda la famosa leggenda di Chang‘e e tutti qui in Cina e non solo pasteggiano con celeberrimi “moon cake” dalle mille e piu’ calorie. Questa è la seconda volta che mi trovo nel mezzo di questi festeggiamenti e sono ormai quasi due anni che sono stabile qui in Cina, a Shenzhen. Pare non accompagnarmi piu’ il numero 11 (sono giunto in Cina l’11-11-11) ma comunque sono sicuro che trascorrerò in modo speciale questo anniversario importante. Esattamente un anno addietro in questo giorno ero nella fascinosa Bangkok e il calendario lunare volle che la Festa della luna fosse esattamente un giorno prima della settimana di vacanza che ci regala ogni anno gentilmente il governo cinese in occasione del National day  国庆节 guóqìng jié.

Quest’anno la meta scelta per il viaggio del National Day è la Birmania, o Myanmar come il governo decise di chiamarla svincolandosi completamente dalle radici coloniali: non vedo l’ora di poter conoscere questo paese ancora così poco visitato turisticamente e che è stato molto poco influenzato dalla modernità e dall’incalzante evolversi della tecnologia.

Il 16 di settembre è una data cara a tutti i messicani, quando nel lontano 1810 il famoso Hidalgo pronuncio il ‘grito de dolores’ ovvero il grido dei dolori e che sancisce l’inizio della guerra per l’indipendenza della nazione Messicana.

¡Mexicanos!

¡Vivan los héroes que nos dieron patria!

¡Víva Hidalgo!

¡Viva Morelos!

¡Viva Josefa Ortiz de Domínguez!

¡Viva Allende!

¡Vivan Aldama y Matamoros!

¡Viva la independencia nacional!

¡Viva México! ¡Viva México! ¡Viva México!

Vivendo giornalmente in una casa messicana e avendo molti amici latini era doveroso festeggiare quest’evento e sono state due le feste dove ho potuto saggiare il clima latino che tanto intriga e ammalia:

la prima è stata una festa organizzata nel locale piu’ alto del mondo, l’Ozone, un club esclusivo situato a 118esimo piano del grattacielo (a mio avviso) piu’ bello di Hong Kong ovvero l’ICC International Commerce centre 環球貿易廣場 nella zona di Kowloon. Vigeva un Dress code e come ben sa chi mi conosce odio piegarmi a regole di vestiario, se sono dell’umore sono il primo a vestirmi elegante.. entrata 280 HKD (30 euro), tante persone, poco cibo, tanto alcol: salvo il “grito” quasi nulla che facesse riferimento alla cultura messicana nemmeno il pasto che oltre ad essere costituito da ‘tartine a base di carpaccio di pesce’ servite su un cucchiaino di porcellana (c’erano solo 3 tipi di tartina e come dessert gli stessi cucchiaini ma con Brownies) non soddisfaceva assolutamente il numeroso gruppo di tacchi a spillo e Hogan che affollava tutto il piano.

La seconda è stata una festa nella località di Shekou 蛇口 qui a Shenzhen. La tariffa questa volta era di 120 RMB (15 euro) e prevedeva un buffet ben fornito di cibo, ottimo e finalmente messicano, musica dal vivo (anche se poco messicana e molto piu’ latina in generale), clima piu’ festivo e tradizionale. Non so se è stato un regalo del locale o un furto che abbiamo deliberatamente portato avanti ma nel salone attualmente abbiamo due Sombreros tradizionali

Non so se sia giusto o comunque possibile paragonare questi due mondi così vicini eppure lontani anni luce, Hong Kong e Shenzhen (e con questo Cina in generale). Quando cerco di accostare queste realtà nasce sempre un dibattito e una polemica.

Adoro Hong Kong per gli eventi, la cultura, le mostre, i concerti, l’architettura, gli amici che ho, il carattere piu’ occidentale e la possibilità di provare cibo ‘quasi’ originale di altri paesi.

Odio Hong Kong perché tutto è apparenza, i prezzi sono dieci volte quelli del mainland (avendo a volte la stessa ed identica qualità), risulta essere un buco bianco nel territorio cinese, l’atteggiamento degli abitanti di HK nei confronti dei loro parenti stretti cinesi, la musicalità del cantonese (anche se devo ammettere che a volte ci sono persone che mi fanno ricredere) e in ultima istanza ho una mia teoria secondo la quale tutti gli aspetti di HK (positivi e non) cambino irreparabilmente il carattere delle persone che vi abitano (molto poco in maniera positiva).

In sunto per me Hong Kong è una città, come ho già precedentemente affermato, di vacanza e divertimento mentre posso affermare che qui a Shenzhen io ci vivo abbastanza bene.

Il breve soggiorno a Hong Kong è stato anche chiave per richiedere il visto per la Birmania (150 HKD), sinceramente ero emozionato al solo pensiero di avere un visto esotico, colorato, con magari la sagoma di uno stupa dorato nella giungla lussuriosa, invece nulla di tutto ciò, il visto per il Myanmar consiste in un cartoncino bianco, senza nessun fondo, con la foto personale, i dati e i giorni di permesso turistico. Hong Kong mi ha ulteriormente ‘regalato’ il mio nuovo mega computer portatile per soli 1000 euro, sony Vaio benvenuto 🙂

Senza nessun spoiler o notizia pericolosa posso affermare che domenica 22 finisce la serie televisiva che mi ha preso di piu’ dopo Lost: Dexter, il serial killer dei serial killers ci lascia e sono proprio curioso di sapere come…

Con Birmania in testa, forse un team building in Thailandia con il mio studio UNIT, un clima mite e senza pioggia, il sugo al basilico per le orecchiette pugliesi pronto, un bel concerto di musica tradizionale cinese al 深圳音乐厅 Shenzhen Concert Hall (del maestro poliedrico 方锦龙 Fang Jinlong), questo settembre volge romanticamente al termine.

Non so quanto durerà ancora questa esperienza cinese, per ora va tutto alla grande e forse pensare ad una possibile incrinatura aiuta a mantenersi all’erta e  pronti in caso di necessità: una cosa è certa, finchè sono qui voglio vivere al 100% tutto quello che mi si presenta e che giornalmente mi viene regalato.

Alla prossima!

Un saluto

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