Shenzhen 2/IV/2014

深圳2014年4月2

 

Evernote Camera Roll 20140330 161124

Comici a sentire il peso di tre anni vissuti nell’Impero di Mezzo quando:

1)      Cominci a preferire l’acqua calda a quella fredda con iceberg galleggianti che eri solito bere nel tuo paese

2)      Prendendo il metro, ti isoli completamente con videogiochi, chat, libri…

3)      Tendi a non far più caso ai rumori molesti della gente

4)      Emetti suoni tipici di stupore come EhhhhhhHHHHHhhhHH?! Che vanno in piena assonanza con il terzo tono della fonetica cinese

5)      La finestra dell’Air Quality China annuncia con numeri preoccupanti la presenza di particelle inquinanti P.M. 2,5 nell’aria e subitamente indossi una mascherina riducendo al massimo in contatto con il mondo esterno

6)      Non ti domandi più se le persone qui sappiano o no usare i telefoni di nuova generazione dato l’alto volume della loro voce e l’errato orientamento nella mano dello speaker dell’apparato

7)      Cominci a capire non solo la lingua ma anche a trovare una logica in una conversazione telefonica del tipo: “mmmm! ok mmm! va bene mmm! si mmm!, Mmmh!” senza nessun “ciao, come va?” o una singola parola che non sia un intercalare, e senza la benché minima intonazione (N.B. il suono mmmmh cinese non è da confondere con il nostro “mmm”, quello cinese è un’affermazione…)

8)      Senti nel metro di Hong Kong in prossimità delle scale mobili: “Please hold the handrail, don’t keep your eyes only on the mobile phone” e non ti stupisci di quanto alienante possa essere questa affaermazione.

 

I vetri di casa tremano scossi da tuoni impetuosi, la stanza si illumina a giorno, la pioggia scroscia, l’umidità cresce sempre di più. Per fortuna o purtroppo la stagione invernale anche qui a Shenzhen si è conclusa. È strano come solo due settimane orsono non potevo scrivere al computer senza avere un blocco alle mani causato dal freddo che provavo nonostante la piccola stufa distante solo pochi cm.

Mi sto appena rimettendo da una brutta intossicazione alimentare, l’ennesima in questo paese. Ho imparato il nome in cinese di quello che ormai mi succede con una media di una volta ogni 3 mesi 食物中毒 shiwu zhongdu.

Un mancato rinnovamento del contratto della vecchia casa mi ha mobilitato a una ricerca sincopata di una nuova dimora, durata circa due settimane. Visitando molti appartamenti disposti lungo la principale arteria metro di Shenzhen, Shekou line, mi sono imbattuto in tutte le varie sfaccettature di appartamento disponibile; dal super economico fatiscente, all’economico isolato da qualsiasi centro e mezzo di comunicazione, dall’appartamento enorme con più finestre che muri solidi, al classico monolocale caro ma situato in posizione ottimale. Ne ho visitato addirittura uno che era perfetto, vista sul campo da golf, interni eleganti, cucina in pieno stile europeo, bagni grandi ma a distruggere il tutto una non curanza dell’ordine, mobili rotti, porte scardinate, vetri opacizzati dal tempo, aria condizionate che “scolava” per mezzo di un tubo in lattice in una brocca in una delle camere da letto. È stata una ricerca che ha spaziato in un’area compresa tra l’affollatissima 车公庙Chegongmiao, la mia prima area arrivato a Shenzhen 香梅北 Xiangmei Bei, la zona elegante e movimentata di 购物公园 alias Coco Park e la pacifica e verde 香蜜湖 Xiangmi Hu. Malgrado il notevole campo di azione e lo spreco di energie, mi sono reso conto che l’appartamento ideale era proprio qui nel mio attuale complesso residenziale 中银花园大厦 Edifici Banca di Cina, solo due torri più in là della nostra attuale casa. È stato un trasloco relativamente semplice e rapido, ci sono voluti solo tre giorni anche se mi sono reso conto di avere moltissime cose e ho dovuto più volte svuotare e riempire innumerevoli trolley. Il bilancio della nuova casa è nettamente positivo, gli interni sono molto curati, la qualità dei mobili è altamente superiore alla precedente, le stanze sono eleganti e ben distribuite, gli armadi fatti ad hoc per essere tutto un continuum con la decorazione a modanatura classica bianca del soffitto, il salone è grande e spazioso, il bagno moderno con doccia in marmo e la cucina capiente e funzionale e, per la prima volta a Shenzhen, ho un appartamento orientato a Sud.. l’unico handicap è che non abbiamo balconi, né giardini interni né la vista sul parco. L’ampia bow window salone si affaccia sul boulevard di 福中一路 e di fronte un complesso residenziale di torri alte, un kindergarten e una zona commerciale. Dalla finestra della mia stanza si può vedere il KK100 e il nuovo futuro super grattacielo di Shenzhen il 平安大厦Pingan Building.

Il primo ospite della nuova casa è stato Silvio, il maggiore tra i miei fratelli. La sua è stata una visita lampo qui a Shenzhen in quanto non è stata altro che un’estensione di un viaggio di lavoro a 佛山Foshan, città situata nei dintorni di 广州 Guangzhou, la capitale della provincia del Guangdong. Silvio ha ben 15 anni in più di me, lavora come architetto a Doha ormai da 8 anni con la sua famiglia. È stato inaspettato averlo ospite qui a Shenzhen, perché francamente parlando nonostante vivevamo sotto lo stesso tetto, non abbiamo mai avuto un gran dialogo; quando nascevo io, lui indossava jeans strappati e ascoltava musica metal, la sua stanza era situata al secondo piano e la mia al pian terreno, non ho nemmeno assistito alla sua laurea sulla riqualificazione di Villa Adriana presso quella che dopo 10 anni sarebbe stata anche la mia università. Forse quello che ci accomuna di più è la passione per l’architettura che malgrado sviluppatasi indipendentemente e diacronicamente caratterizza ormai le nostre vite, con la nostra scelta di vivere all’estero e di fare carriera in due parti del mondo molto diverse. Ho molto da imparare da lui e anche se breve, il suo soggiorno qui a Shenzhen mi ha riportato a galla reminiscenze dei nostri genitori, delle cose che succedevano nella famiglia quando avevo solo pochi anni e che credevo perdute nella mia memoria. Il suo carattere forte e tagliente sempre starà in netto contrasto con il mio ma credo che qualcosa sia cambiato e che mentre all’inizio non ero sicuro di trovarmi a mio agio con lui, a parlarci, a mostrargli la mia vita qui in Cina, il mio lavoro, ora posso affermare che mi ha fatto molto piacere averlo qui e ripristinare un’intimità familiare perduta da quasi 20 anni o chissà forse mai avuta.

Altra novità importante è l’entrata ufficiale del mio caro amico madrileno Alan nel mio studio di architettura UNIT; dopo un soggiorno di un mese tuttavia è dovuto tornare a Madrid per sbrigare la procedura per il rilascio del visto lavorativo (Z). Non è più facile come una volta ottenerlo, quindi un elogio particolare alla mia segretaria 易文珍 Jane Yi che si sta occupando di tutte le scartoffie. Conosco Alan e conosco come lavora, sono sicuro che sarà una gran bella esperienza lavorativa.

Tutto il mondo è stato scosso dalla scomparsa dell’aereo MH370 della Malaysia airlines, qui in Cina il tema è molto acceso perché Pechino sarebbe dovuta essere la destinazione finale del veicolo. Le ambasciate della Malesia sono affollate di gente che vuole sapere il perchè della sparizione, vogliono tutti trovare un responsabile e maggiore ambizione attuale è riuscire a localizzare con precisione l’areo che si crede possa essere in mezzo alle acque scure dell’oceano indiano. Resta davvero poco tempo perchè la scatola nera esaurisca la batteria e che non si possa più conoscere la verità sull’accaduto. Non si sa cosa sia successo veramente e questo spaventa ancor più di qualsiasi altra cosa, solo il rammarico di sapere più di 250 persone volatilizzate, tra cui più di 30 artisti cinesi andati a Kuala Lumpur per uno spettacolo. Tra false piste, passaporti rubati e varie teorie ancora sfortunatamente non è stato fornita una spiegazione soddisfacente alle famiglie delle vittime, anche se mi domando: cosa esattamente possa essere definito soddisfacente in questa spinosa situazione?

La prossima settimana ricorre l’anniversario annuale del 清明节 il festival del Qing Ming, la ricorrenza durante la quale i cinesi sono soliti andare a pulire i luoghi dove riposano le persone defunte, celebrarli e omaggiarli con celebrazioni familiari. Astronomicamente cade il quindicesimo giorno dopo l’equinozio di primavera e normalmente coincide sempre con il 4, 5 o 6 di Aprile. Anche se da sempre celebrato a Taiwan, Hong Kong e Macau, solo nel 2008 è stato reintrodotto in Cina come festività ufficiale. Relazionato a questa festività non posso non ricordare il celeberrimo dipinto “Panorama lungo le sponde del fiume durante il festival del Qing Ming” una pittura leggendaria che è stata dipinta nel 12esimo secolo dall’artista Zhang Zeduan e che resta uno dei gioielli “trafugati” del museo di arte classica cinese di Taipei. La tela alta solo 25,5 centimetri ma lunga 525 centimetri detiene ancora dopo secoli e secoli il primato di essere la “Mona Lisa” cinese. La pittura della dinastia Song ritrae la città di Kaifeng 开封, Provincia dello Henan 河南 durante il giorno di festa, con i numerosi ponti, imbarcazioni, scene di vita quotidiana, mercati, commercianti, giochi d’acqua, ombrelli di carta di riso, paesaggi naturali e architetture classiche. La pittura è gelosamente custodita nel museo di Taipei e SOLO in prossimità di alcune date viene esposta al pubblico.

Qing Ming Wikipedia

Due anni fa in questa data ero intento a visitare le meraviglie di Pechino, l’anno scorso nel teatro acquatico del casinò  di Macao estasiato dallo spettacolo “The House of Dancing Waters” di Franco Dragone e quest’anno sarà la volta di Chiang Mai เชียงใหม่ , città storica del nord della Tailandia, ricca di templi classici (sono più di 300 i tradizionali Wat), storia millenaria, vegetazione pluviale e avventura. Anche se per pochi giorni avrò l’onore di visitare per la terza volta la meravigliosa Tailandia.

La foto all’inizio dell’articolo l’ho scattata con l’ipad in occasione di una visita ad un nuovo sito esattamente di fronte al nostro grattacielo A8, ormai quasi interamente completato. Il nuovo progetto riguarda la creazione di un concept originale e innovativo per un interno di una grande impresa… che questo sia l’inizio di una serie di lavori di architettura d’interni?

Un saluto e a presto con il racconto della nuova avventura nell’Indocina.

😉

 

 


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