Shenzhen 26/V/2013

深圳 2013年5月26日

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“Y llorar, y llorar, y llorar por él.
Y esperar, y esperar, y esperar de pie
en la orilla a que vuelva Miguel.
Incluso hay gente que asegura
que cuando hay tempestad,
las olas las provoca
Miguel luchando a muerte con el mar”
Naturaleza muerta, Mecano
.
.

Proprio oggi mi sono accorto poco dopo aver aperto gli occhi stamani che sono passati quasi due anni dal mio arrivo in Cina. Porto avanti questo blog perchè è un modo efficace che ho per poter ricordare e rivivere tutte esperienze che questo grande paese ha giornalmente da offrire.

È valorizzante scoprire che ogni giorno è diverso dagli altri e che sempre c’è qualcosa da imparare/consolidare. Poche settimane fa ho scoperto che in un ristorante vicino al mio studio preparano i famosi e ottimi “noodles al di là del ponte过桥米线 guoqiao mixian che tanto avrei voluto provare durante il mio viaggio in Yunnan  云南.

A valorizzare il mese di maggio è stata senza ombra di dubbio la tanto attesa visita dei miei genitori. Questa volta, contrariamente all’anno scorso, non ci siamo fermati solo alla visita di Shenzhen ma abbiam fatto zapping tra Hong Kong e Macau. Ho realizzato un video per i miei genitori per far vedere a tutti i bellissimi momenti che abbiam passato ed il loro sorriso che giornalmente mi regalava pura gioia, un montaggio di alcuni scatti che ricorderanno per sempre la loro presenza qui nell’estremo oriente e non solo. Dal panorama mozzafiato del Peak ad Hong Kong, alla gustosa cucina portoghese di Macau, il loro primo brindisi di tequila nel ristorante messicano dell’Element in compagnia di Giulia ed Erick, lo spettacolo “The house of dancing waters” che ho rivissuto un’altra volta comprando ai miei genitori il biglietto, il giro panoramico sul bus 104 a Hong Kong da Kowloon a Wanchai, l’hamburger gigante dell’Hard Rock di Cotai. Anche questa volta sono stati molto poco ma considerando le varie avversità che ha docuto subire questo loro viaggio ne sono ben contento. A breve (75 giorni) sarò nuovamente in Italia e avremo modo di continuare a ricordare questi bei momenti.

Leggo molto e scrivo poco ultimamente, che le due cose possano essere connesse? È come se stessi costruendo mille scenografie per i miei racconti, ma che gelosamente volessi preservarle al mio interno. Ho quasi ultimato la saga “Incas” e mi affascina sempre di più quel mondo antico, è come se vivessi sulla pelle le correnti fredde tra le ali del condor che sorvola l’azzurro, il giallo intenso degl’occhi del puma, le nevi perenni che si specchiano poeticamente sulle aque del lago sacro Titicaca e quel verde quasi fosorescente dei terrazzamentei di Macchu Picchu.

Non avevo mai visto il film “L’ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci e malgrado la stanchezza, la notte inoltrata e le molteplici ore di proiezione mi ha assolutamente affascinato. Ero a conoscenza di Aisin Gioro Pu Yi, 爱新觉罗 溥仪, Aixinjueluo Puyi, ultimo sovrano cinese ed unico imperatore del governo satellite Manciukuò, 满洲国, Mǎnzhōuguó, che venne instaurato in Manciuria (Cina del Nord confinante con la Russia ) da parte dei Giapponesi a seguito della politica espansionistica del Sol Levante. Quello che non sapevo è quanto fosse stata affascinante e complicata la vita del sovrano bambino che dall’età di 3 anni venne rinchiuso dentro la Città Proibita, in un momento storico in cui la Cina subiva la rivoluzione culturale, il Giappone invadeva e portava guerra e tutto era cambiamento e rivoluzione. È stato toccante vivere il dramma di un uomo cresciuto sin dalla tenera età con l’idea di essere il figlio del cielo, di avere poteri illimitati e poi spodestato dallo stesso popolo cinese che prima lo esilia in Manciuria (sua terra natìa) poi lo incarcera accusato di avere favorito l’incusione nipponica nel territorio cinese. Merita di essere visto, soprattutto per i colori, la fotografia ed i dettagli.

Dopo uno shopping folle e convulso (600 euro in due settimane) di scarpe, magliette, pantaloni, ho da poco scoperto la comodità e il lusso dei vestiti su misura, una sarta di fiducia mi ha già cucito tre nuove camicie di cotone leggermente elasticizzato, ottime nel dettaglio: a breve mi farò fare un vestito intero con giacca e pantaloni eleganti.

È ufficiale, in Cina io non posso avere una carta di credito (almeno fin quando lavorerò nella mia impresa attuale), lo studio dove lavoro non possiede i requisiti necessari per ottenerla (come se il mio denaro dipendesse solo dal lavoro…). Come un buon economista settimanalmente controllo il bilancio RMB/Euro e quando più conviene cambio per portare in Italia e conservare per il futuro.

Mi sto rendendo conto che il mio cinese e la mia conoscenza di Grasshopper migliorano giorno dopo giorno, estremamente felice e motivato vado avanti senza mollare!

A breve avrò inizierà l’avventura cinese della mia cara amica Gemma, le auguro il meglio e non vedo l’ora di poterla riabbracciare.

Un saluto e alla prossima

😉

Ps: sto scrivendo dal mio vecchio e pessimo laptop

Ho provato a formattare ed installarvi windows 8… Pessima idea, non so usarlo e non riesco nemmeno a trovare il comando per spengerlo

Come dicono gli spagnoli: Ajo y Agua, A joderse y Aguantar


0 Responses to “Storie dalla Manciuria e visite inaspettate: Cina, per la seconda volta”



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