Scivolano nelle
Mie sinapsi
I cocci d’un’emozione
Defunta
Cogliendo parole
Infestanti sul tronco
D’un albero di perché.
Se stringessi tra le
Mani la mia voce
Non sentiresti
Distanza alcuna
Tra due corpi
In simbiosi.
Dovrei essere fragile
Per sciogliere
Quella maschera di cera.
Spesso sogno
Orologi orfani
Di lancette
Cedute
Ad angeli
Come sbarre
D’una prigione invisibile
Per ingenui
Topi.
Pioverebbero
Minuti
Per fidarti
Di me
Che affogo
In torrenti
Di fredde
Bugie.
E intanto
Arpeggio con delle
Parole
Inchiodate
Ad
Un muro,
la parete interna
del
mio
cuore.


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