Singapore 19-20-21-22/VII/2013

新加坡 2013719-20-21-22

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“Non si addomesticano impunemente luoghi che si esprimono per mezzo del cobra e della tigre. I prati, il tennis, le banche non impediscono a Singapore di ansimare come il ventre di una bestia feroce vicino all’Equatore. È l’estremo limite dell’Asia. […]. Quest’isola elegante, questa città elegante possiede ancora facoltà segrete che deformano il tempo e lo investono, come la droga deforma la prospettiva e inventa i colori. Lasciano in voi semi di morte”  (Jean Maurice Eugène Clément Cocteau)

Esiste un luogo dove è possibile sentire al tempo stesso il sapore di diverse culture, dove i colori si mescolano in arabeschi vivaci, l’odore delle spezie si fonde e confonde con i profumi della strada e dove non esiste una sola lingua ufficiale ma ce ne sono ben quattro; tutto questo coesiste in un unico e relativamente “piccolo” fazzoletto di terra, Singapore.

Ho sempre pensato di poter fare uno “scalo lungo” proprio a Singapore, spezzando un lungo viaggio e avere così la possibilità di vederlo, ma a seguito di numerose ricerche mi sono convinto che questo stato indipendente meritasse un viaggio vero e proprio e così ritagliando quattro giorni ho deciso di esplorarlo il più possibile.

È una leggenda malesiana che fornisce il nome a Singapore:

il principe di Sumatra Sang Nila Utama, approdato sano e salvo sull’isola di Temasek dopo una terribile tempesta incontrò sulla spiaggia uno strano animale che credette essere un Leone (animale ritenuto di buon auspicio): rendendo grazie alla fortuna decise di fondare la città di Singapura il cui nome deriva dal sanscrito सिंहपुर e tradotto letteralmente significa “città del leone”. Probabilmente l’animale che si trovò davanti il principe non era affatto un leone, ma una tigre.

Nel corso della storia ebbe diverse dominazioni, si susseguirono quella Indonesiana, con l’impero di Giava (XIII secolo), il Sultanato di Malacca (XV secolo), nella prima metà del 500 arrivarono i Portoghesi, gli Olandesi ed infine gli Inglesi che con Sir Thomas Stamfort Raffles si stabilirono nel 1819. Quest’ultimo viene ritenuto il fondatore della moderna Singapore e in questo periodo venne amministrata fino al 1869 dalla Compagnia Inglese delle Indie Orientali. In piena seconda guerra mondiale cadde nelle mani dei Giapponesi (come gran parte della Cina e alcuni territori dell’Indonesia). I nipponici cambiarono il nome dell’isola a Shōnantō (昭南島, Shōnantō) il cui appellativo risulta essere una forma sincopata della frase “Shōwa no jidai ni eta minami no shima” 昭和の時代に得た南の島 ovvero “Isola del sud conquistata nel periodo Shōwa (昭和時代 Shōwa jidai, letteralmente “periodo di pace illuminata” corrispondente al regno dell’Imperatore Hirohito; è compreso tra il 25 dicembre 1926 ed il 7 gennaio 1989). Nel 1945 torna a sventolare la bandiera Britannica. Nel 1963 Singapore dichiarò l’indipendenza dal Commonwealth e si unì alla Federazione della Malesia e due anni più tardi venne proclamata la nascita della Repubblica di Singapore.

Questa isola ha il primato di occupare il secondo posto tra gli stati a più alta densità demografica del mondo, seconda al principato di Monaco, e davanti in ordine a Hong Kong, Svizzera, Qatar e Kuwait.

Ho annunciato all’inizio che in questo microcosmo coabitano quattro diverse lingue che ovviamente nominano lo stato in altrettanti modi:

1)      Il cinese mandarino, 新加坡共和国, Xin Jia Po Gong He Guo: oltre alla lingua di Pechino sono parlati anche diversi dialetti come il Cantonese, L’Hainanese e L’Hakka a seguito delle numerose migrazioni cinesi.

2)      Il Malese (molto simile alla lingua Indonesiana), Republik Singapura importato dalla vicina Malesia

3)      L’inglese, Republic of Singapore  installatosi grazie alla costruttiva dominazione inglese

4)      Il Tamil சிங்கப்பூர் குடியரசு, Ciŋkappūr Kudiyarasu, lingua musicale e melodica, ufficiale dello stato del sud dell’India e dello stato dello Sri Lanka (spero vivamente di avere la possibilità prossimamente di visitare questa splendida isola)

…e non ufficiale ma altrettanto peculiare la presenza di un’altra lingua che rivaleggia con il “Chinglish” al quale qui in Cina sono molto abituato:

5)      Il “Singlish” che risulta essere un inglese pregno di neologismi derivanti dall’Hakka, dal Tamil, dal Malay e dal Cantonese; insomma un gran bel calderone, alle orecchie non-singaporeane incomprensibile.

La bandiera di Singapore è composta da due fasce orizzontali (rosso e bianco). Il rosso sta a simboleggiare la fratellanza universale, il bianco la purezza e la virtù. Otre alle due fasce si collocano una mezzaluna crescente (che rappresenta l’ascesa della giovane nazione) e le cinque stelle che rappresentano gli ideali di progresso, pace, democrazia, giustizia ed uguaglianza.

Nelle numerose bancarelle che popolano il quartiere Arabo e in generale in tutta la città è possibile imbattersi in “Souvenirs” molto particolari ed istruttivi:

Una T-shirt mi ha illustrato in maniera ironica come garantirsi una multa con determinati atteggiamenti:

1)      Vietato fumare: Multa di S$1000

2)      Vietato urianare negli ascensori: S$600

3)      Vietato dare da mangiare agli uccelli: S$1000

4)      Vietato mangiare e/o bere nella metropolitana: S$500

5)      Vietato gettare spazzatura a terra: S$1000

6)      Vietato lasciare il bagno senza tirare la catena: S$160

7)      Possedere oggetti esplosivi: crimine di stato e “bastonate

8)      Possedere droghe: crimine di stato e Pena di morte (impiccagione)

9)      Vandalismo: prigione e “bastonate

(da wikipedia: “La frusta di rattan lunga 4 piedi (1.2 metri) e spessa mezzo pollice (1.27 cm) è usata per le fustigazione giudiziarie e in prigione. La frusta usata in contesti militari e scolastici è spessa il doppio. La frusta è immorbidita nell’acqua preventivamente per renderla più flessibile e pesante. Il dipartimento delle prigioni nega che le fruste siano inumidite in salamoia, ma afferma che vengono trattate con antisettici per prevenire infezioni. Una frusta più leggera è usata per i minori di 18 anni.)

Per questo Singapore viene nominata “The FINE city” che al tempo stesso significa “Città corretta” e “Città delle Multe”.

Termino la doverosa introduzione del mio ultimo viaggio

A breve il diario della visita.

😉

Gallerie fotografiche relative  I  II


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