Shenzhen 20/XII/2012

深圳 2012年12月20

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杀鸡儆猴 (shā jī jǐng hóu) Uccidi la gallina per terrorizzare la scimmia,

avere una cavia come esempio per avvertire ed ammonire gli altri; ho incontrato questo proverbio cinese nel film “Formosa Betrayed” e ne sono rimasto colpito.

Ormai il conto alla rovescia è giunto a meno 2 giorni al mio ritorno natalizio in Italia.

È incredibile come il clima qui cambi repentinamente: una settimana fa ero in maniche corte e con aria condizionata ed ora nuovamente con la giacca pesante e con riscaldamento acceso, sono di 15 gradi gli sbalzi di temperatura che si rincorrono come scoiattoli sul tronco in questo bizzarro dicembre shenzhenino.

Il lavoro è intenso nello studio, sono 3 i progetti che devono concludersi prima della mia partenza e uno i questi è un Masterplan per un parco enorme (1km di lunghezza) che si trova esattamente a ridosso del nostro precedente progetto in Xiangmi Hu. È un parco di attrazioni che pare non essere mai stato aperto e lasciato allo scorrere inesorabile del tempo. Scivolando silenziosamente dietro al posto di guardia con un mio collega mi sono avventurato scoprendo degli scenari romanticamente pittoreschi. In questo parco ci sono un’enorme montagna russa e una maestosa ruota panoramica completamente abbandonate assieme ad altre piccole giostre perfettamente realizzate. Ignoro sinceramente la motivazione della chiusura di questo parco, è un peccato data l’ottima posizione di fronte al lago, la natura rigogliosa che lo avvolge e la posizione relativamente centrale. Faremo di questo parco divertimenti una zona speciale, una Koinè commerciale/naturalistica che attirerà l’attenzione delle persone non solo per il landscape curato ma anche per qualche dettaglio di cui è meglio non parlare ora per salvaguardarne l’originalità.

Proprio ieri si è conclusa la settima stagione di Dexter, il serial killer dei serial killer, non posso rivelare nulla per non “spoilerare” chi mi legge ma posso affermare con certezza che è un finale perfetto e un ottimo preambolo per una stagione successiva, la definitiva. Sin dalle prime puntate la presenza femminile di Hanna Mckay mi ha affascinato, il suo dualismo tra bene e male e la passione per le piante e ornamentali e… velenose. È proprio questa “Poison Ivy” moderna che mi ha istruito sull’Aconite, una pianta che secerne la tossina vegetale più potente al mondo assieme alla nepalina ovvero l’Aconitina. Ho scoperto che si utilizzava questa tossina estratta dalla radice della pianta come veleno per una morte veloce nella Roma del 500 e che proprio in Cina è una formula importante per la medicina che cura tosse e dolori di stomaco (ovviamente trattata e fatta cuocere per almeno 8 ore per ridurne la tossicità).

Le mie lezioni di Yoga procedono abbastanza bene, anche se scazonte la mia presenza causa lavoro e stanchezza. Non ho potuto non notare la canzone tormentone di qualsiasi centro commerciale/palestra/sala d’attesa/negozio di elettronica (presenza fissa ovviamente nel centro fitness da me frequentato); mi ha fatto impazzire questa canzone che sembra non avere mai fine (mi ritrovavo a cantarla anche di notte prima di addormentarmi) e con mia sorpresa e con l’aiuto di “Shazam” ho scoperto che non è una melodia cinese ma è di un compositore, sassofonista statunitense Kenny G. e il titolo è “Going home”. Ascoltatela per 700 volte consecutive ed avrete i miei stessi sintomi.

Dopo l’emozionante “Q” ho deciso di approfondire l’orizzonte “Wu ming” con il mio nuovo libro, gentilmente concesso, “Altai”, sono sicuro che sarà anch’esso un capolavoro.

Interessante l’articolo del “The EconomistDo you speak a Scandinavian language? che fornisce alcune prove linguistico/semantiche sulla diretta discendenza della lingua inglese dal ceppo scandinavo allegando alcuni morfemi palesemente simili come die/dø, call/kalde, again/igen.

Dopo il 10-10-2010 e l’11-11-2-2011 abbiamo raggiunto e superato anche il 12-12-2012 e con questi numeri gemelli si conclude la serie perfetta, almeno per mille anni.

Pare che tra due giorni 22-12-12, data esatta della mia partenza, sia programmata la fine del mondo. Sarà destino che i Maya abbiano predetto questo giorno proprio in prossimità del mio ritorno in patria? Spero si sbaglino perché questa volta come mai prima d’ora ho un’urgenza impellente nel riabbracciare la mia famiglia.

I tempi passano, le esperienze e le emozioni si sovrappongono come foglie morte in autunno e, fine del mondo permettendo, mai vorrei smettere di raccontarle e colorarle con le parole.

Alla prossima

😉


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