Shenzhen 17/IX/2012

深圳 2012年10月21

Ho scattato questa foto dalla finestra della mia stanza in questa domenica pomeriggio assolata e serena.

È da molto che mi ero ripromesso di scrivere quest’articolo ma mi sono sempre frenato perché non era il tempo giusto nè il momento opportuno per stilarlo. Se le prime impressioni sono sempre quelle più futili, volitive, fuorvianti ed ingannevoli allora scrivo di quelle postume, presenti e comunque attuali: (nel bene o nel male) ecco il ritratto dell’individuo tipico della Cina meridionale.

Mi ha spinto alla stesura di questo articolo, che sto scrivendo impulsivamente e di getto, un relativamente nuovo collega (mio sottoposto)  che forse per gelosia, diffidenza o semplicemente antipatia nei miei confronti si è garantito a seguito dei suoi numerosi comportamenti il mirino delle mie attenzioni. Non sono un tiranno, almeno per ora, ma racconto brevemente alcune delle numerose vicissitudini:

1)      Stavo introducendo al mio working team il mio nuovo collega basco Pablo e presentando tutti i membri mi sono soffermato su questo nuovo ragazzo dello staff e gli ho detto amichevolmente: “scusami ma per noi occidentali è un po’ complesso ricordare i nomi completi, potresti ricordarmi il tuo?” del tutto inaspettatamente e fuori luogo l’arrogante mi risponde con un “Fuck you”, coordinato con gesto della mano e sorrisino di sfida.

2)      Fanno bene le spremute quando si è raffreddati, mi porto un’arancia a lavoro da mangiare nel pomeriggio mentre lavoro al computer. Consegnandomi il lavoro che gli avevo commissionato alla mia scrivania il tipo si permette di mettere le sue mani sulla mia arancia sbucciata e di prelevarne quasi una metà senza permesso; rivolgo a lui solo un’occhiata affilata dicendo sarcastico: “no ma figurati, certo che puoi prenderle un po’ della mia arancia” mi guarda e con la bocca piena disgustosamente mi chiede “Shen me?=che cosa?”. Inutile dire che l’ho cacciato a malo modo al suo posto.

3)      Finito la mansione che gli avevo dato (cose molto facili, non mi fido affatto di lui e lo reputo molto poco scaltro) lo vedo bighellonare nello studio e vedere video al computer. A me non da fastidio che una persona abbia un po’ di relax, lo vedo normale se si lavora duro, ma di certo questo non era il suo caso quando il lavoro me l’avrebbe dovuto consegnare il giorno prima senza errori con la quotatura. Siamo nel mezzo di un bel progetto ed io ne sono nuovamente il Project Manager; ho la responsabilità che tutti lavorino in tempi giusti e che si rispetti ogni scadenza da me prefissata. Ho un estremo fastidio nel vedere alcuni colleghi che “cazzeggiano”  tutto il giorno quando mi sto spaccando la testa su un 3d, un concept o una idea… Vado a parlare con lui e dirgli di continuare il concept che avevo affidato ad un altro collega e che momentaneamente non poteva continuare e mi risponde così: “non posso continuare questo lavoro, dovrei studiare i disegni da capo, non è meglio che lo continui lui?” le vene del collo stavano pulsandomi proprio sotto il mento dalla rabbia.

Non nascondo che la voglia di farlo fuori dallo studio è molta ma purtroppo o fortunatamente per lui non ho la posizione per sferrargli una scarpata nel deretano ma comunque posso consigliare di farlo al mio capo data la stima e l’attenzione che ha nei miei confronti.

Ne passo di momenti di puro smarrimento qui in Cina, sono debole anche io, volubile e flessibile all’ira.

Ieri il renderer alla mia sinistra (che incarna più di tutti la figura del cinese assolutamente maleducato e disgustoso (ovviamente mi riferisco agli occhi di un non Cinese)) stava mangiando come fosse un gelato la testa secca e fritta di una papera, con tanto di occhi e becco: sentirne l’odore estremamente dolciastro alle 4 del pomeriggio e i rumori della rottura del becco e del cranio sotto i suoi denti mi ha suscitato numerosi conati. Dopo l’ho obbligato a mangiarsi una caramella alla menta fortissima che avevo nella vaga possibilità che il suo fetido alito non intralciasse il mio lavoro per tutte le ore restanti.

Io ormai quasi non ci faccio più caso, ho dei “calli” molto sviluppati avendo vissuto quasi un anno da queste parti ma queste sono tra le cose che più farebbero inorridire un europeo/americano/africano/australiano…bè diciamo tutto il mondo restante:

Buona lettura:

1)      Dalle 12 alle 14 in TUTTI i posti di lavoro gli impiegati tirano fuori il loro personale cuscino e si accovacciano sul banco dormendo come sassi

2)      È normale vedere genitori che fanno defecare i propri bambini nel cestino della spazzatura del metro (quando il bagno è a pochi passi) o addirittura in mezzo alla strada

3)      I bambini non indossano pannolini ne panni, ma hanno tutti i pantaloni con uno spacco largo tale da poter espellere i bisogni in ogni dove, assolutamente non curanti della temperatura esterna (poi ci domandiamo perché i cinesi abbiano pochezza genitale… a forza di stare con le prese d’aria in una città come Pechino che l’inverno sfiora i -20°…)

4)      Le ragazze, quelle più tarate, seguendo la moda giapponese-coreana, indossano degli occhiali finti senza lenti, sfoderano delle voci stridule da far invidia a calimero o la Iervolino e camminano con i piedi esageratamente all’interno e con le braccia molli (pensano: se l’uomo è virile e cammina con i piedi a papera allora la donna deve essere il suo opposto…)

5)      Non si lavano i denti e guardano male la gente come me che se li lava dopo un pasto. I loro denti sono marci, cariati e fortemente ingialliti e le poche persone che sfoggiano un sorriso decente li lavano solo sulla parete esterna.

6)      Donne con passeggino, uomini d’affari, ragazze eleganti, contadini con la camicia aperta, bambini e anziani; tutti lanciano sonori “scatarri” a terra (quasi sulle loro stesse scarpe) indipendentemente dal luogo, dal tempo dal grado di affollamento. Malgrado la multa che vige è un’usanza molto diffusa e non mi sorprende che non ne venga osservato il divieto perché la polizia stessa commette lo stesso crimine…

7)      Sembra sia arrivata la tecnologia automobilistica ieri o l’altro ieri: c’è un’ignoranza dei guidatori che rende pericolosissimo per i pedoni attraversare un semplice attraversamento pedonale perché qui NESSUNO si ferma e non hanno problema nel suonare il clacson sonoramente anche davanti ad un’anziana, un bambino o una signora col pancione.

8)      I lavoratori dei cantieri dopo le sei e dopo pranzo vanno in giro con la maglietta tirata su e dialogano con sputi e rutti.

9)      I controllori della metro e i poliziotti annegano in divise minimo di due taglie superiori

10)   Una moda diffusa è quella di lasciare i peli, provenienti dai Nei sul viso e sul collo, ESTREMAMENTE lunghi (si dice che porti fortuna..)

11)   Le unghie dei ragazzi sono più lunghe di quelle delle ragazze di Playboy: a quanto pare servono loro per ispezionare le cavità olfattive e uditive (li ho osservati numerose volte all’azione). Sono soliti tagliarsi o limarsi le unghie nei posti piu’ insoliti, in metro, in ufficio, nel ristorante…

12)   Abbiano i colori in maniera altamente stonata e priva di senso: direbbe una mia cara amica che “si cospargono di Vinavil e al bui si rotolano nell’armadio”: no Eleonora, credimi è anche peggio

13)   Le donne passeggiano tranquillamente in pigiama nel parco, nel centro commerciale, nel supermercato

14)   L’arte del ruttare è particolarmente sviluppata, ed è dovuta in gran parte dalla voracità con cui INGURGITANO riso, aspirando metri cubi di aria e rumoreggiando in modo imbarazzante a tavola

15)   Le ragazze sempre camminano su tacchi e si passa da quelle più eleganti e raffinate, a quelle che sembrano appena uscite da un’autovettura sulla Salaria (con tutto rispetto per il lavoro più antico de mondo), a quelle che sembrano aver rubato i calzari alle vecchie Spice Girls e in fine a quelle che sembrano le sorelle gemelle di Learch della famiglia Addams o di Frankestein con le scarpe dalle suole enormi che sembrano ferri da stiro vintage

16)   Sempre le ragazze mentre sono molto reticenti nel mostrare il decoltè non hanno pudore alcuno nel mostrare gambe e cosce: delle volte mi domando se la ragazza in questione non abbia dimenticato di mettersi la gonna/i pantaloni prima di uscir di casa

17)   È maleducazione starnutire in pubblico (cosa che non è possibile frenare) però si ammettono rutti, flautulenze e sbadigli a bocca spalancata.

18)   I famosi Renminbi (RMB la moneta locale), specialmente quelli da 0.5, 1 e 5, vengono dati nei taxi, nei supermercati e persino nei ristoranti, accartocciati, rotti, sporchi e maleodoranti.

19)   Molte persone nel parco sbattono le mani come se stessero applaudendo (cercando di risvegliare il “qi”) e “camminano al contrario” convinte che questo possa giovare la loro postura e stimolare dei muscoli importanti

20)   In metro tutti hanno l’iphone, tutti leggono lo stesso giornale gratuito, tutti chattano su QQ o Weixin e tutti giocano ai giochi più idioti con volume altissimo

21)   Non credo abbiano capito come funziona un telefonino, di qualsiasi marca o tecnologia sia: lo impugnano male, coprendo con il dito la parte di ricezione; in questo modo non sentono in maniera nitida e credendo che quello sia il tono standard di una comunicazione telematica gridano ed urlano.

22)   Tutti gli studenti indossano una orrenda divisa blu e bianca (anch’essa minimo 3 taglie più grande)

23)   Non mettono mai il deodorante ma FORTUNATAMENTE i cinesi non puzzano di sudore

24)   I bagni pubblici, salvo locali di elite e case private, sono tutti alla Turca, assolutamente sporchi, maleodoranti, privi di carta igienica e sapone

25)   Le commesse dei ristoranti sembra non conoscono la parola “sapone”…puliscono i tavoli con acqua e utilizzando sempre lo stesso straccio

26)   La cucina nella casa di un cinese è sporca, con macchie di olio sui muri e schizzi sul pavimento (loro dicono che “più fa rumore e fumo la pentola, più è saporito il piatto”)

27)   Le ragazze vanno in giro con l’ombrello quando piove per non bagnarsi e quando c’è sole per non annerirsi. Ho da poco visto una ragazza cinese completamente vestita che si faceva il bagno reggendo un ombrello (non le hanno spiegato dei raggi riflessi e rifratti?)

28)   Nessuno parla inglese qui e la comunicazione a volte è veramente difficile: sono poche le persone che sanno formulare in un inglese sgrammaticato qualche pensiero o frase

29)   I cinesi di Hong Kong (perché anche se loro affermano di essere per metà inglesi a miei occhi restano pur sempre cinesi) sono molto arroganti e “rinnegano” sfacciatamente ogni legame con il mainland rifiutandosi di visitare posti meravigliosi come Pechino, Shanghai, Xian solo perché non vogliono sporcarsi andando in Cina… mi è successo diverse volte che in qualche evento elegante a Hong Kong mi trovassi a parlare del mio lavoro con gente locale; sentendo che sono architetto non fanno che elogiare la creatività e la bellezza del mio lavoro ma quando dico loro che non lavoro a HK bensì nel “Mainland” cambiano faccia e mi chiedono disgustati: “e com’è laggiù? Non hai paura a stare lì? I cinesi puzzano e sono maleducati” credetemi: togliendo i vestiti firmati e tagliando fuori quell’aria superlativa i nativi di HK sono Cinesi a tutti gli effetti

30) Sono estremamente lenti nel lavoro, si perdono in Chat, video e telenovelas… quando si chiede loro qualcosa che va un poco oltre lo standard vanno nel pallone, ti guardano con aria interrogativa grattandosi la testa e biascicando parole senza senso…

31)   Non scrivo il 31esimo perché non voglio dare l’impressione che siano solo difetti quelli che hanno i cinesi… d’altronde parlo sempre bene ed estasiato della Cina, era giunta l’ora di vendicarmi un po’ e di “sputare” (seguendo l’onda cinese) del veleno che mi gorgoglia in pancia da mesi. Ho scritto questo articolo aspettando la donna delle pulizie che NON sa affatto come pulire decentemente, mi ha consumato TUTTO il sapone per le mani in un solo giorno (per farne cosa non so…), spolvera “all’acqua di rose” e che soprattutto oggi NON si è presentata affatto.

Concludo ricordando con un sorriso tutte le persone cinesi cordiali, amichevoli, gentili, pulite, educate ed acculturate che mi circondano che, anche se si possono contare con le dita, rendono il mio soggiorno nel profondo Oriente meno ostile e faticoso.

Alla prossima

😉


5 Responses to “Il ritratto del “cinese” tipico del sud: Non si può sempre parlare in maniera estasiata della Cina”


  1. 1 Antonio
    5 dicembre 2013 alle 18:27

    grazie, bella testimonianza. Poi ci dobbiamo sorbire chi difende quella gentaglia. Presto anche in Italia sarà così se non ci diamo una svegliata contro questa importazione di feccia.

    • 13 dicembre 2013 alle 16:51

      Ciao Antonio, ti prego di leggere bene l’ultima parte dell’articolo 🙂
      Fortunatamente non tutti qui in Cina sono cosi’, ma ammetto che a volte il limite di sopportazione rasenta la saturazione…
      un saluto

  2. 3 Alessandro
    11 giugno 2015 alle 14:33

    Si pensa che lei è a Pechino. Io sono a jining mia moglie è cinese e vivo con i suoceri… Aiuto…..

    • 16 giugno 2015 alle 20:00

      Imparare a convivere con le differenze culturali e farne una fonte di ricchezza è impresa ardua ma molto positiva… Anche se a volte mi perdo nelle incompatibilità tra i nostri mondi riesco sempre ad avere almeno il doppio delle ragioni per amare la cultura cinese 🙂 in bocca al lupo!

  3. 8 gennaio 2017 alle 19:45

    Ahahah ti sei sfogato bene bene eh! Mi hai fatto morire XD


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