Guilin, Yangshuo, Longsheng 26-27-28/I/2012

桂林,阳朔,龙胜 2012年1月26-27-28日

Lasciare Xi’an e’ stato come perdere una pace interiore mai acquisita prima: strano descrivere le sensazioni che mi hanno accompagnato durante tutto il viaggio in aereo fino alla seguente meta.

Arrivati nel Guangxi, provincia confinante con Guangdong (dove e’ situata Shenzhen, la citta’ dove vivo) non c’e’ stata quell’escursione termica che ci aspettavamo: faceva freddo ma erano solo 10 gradi che paragonati al freddo glaciale di Xi’an non erano niente. Due climi differenti, due sensazioni opposte: uno secco, l’altro umido.

Il paesaggio di Guilin e’ famoso in tutta la Cina per essere ritratto in tutto il suo splendore nella banconota da 20 Yuan. Purtroppo oggi e’ una meta turistica d’obbligo per il sud della Cina…dico purtroppo perche’ come tutte le bellezze “piegate” al turismo di massa ha perduto ormai una grande parte del suo fascino ovvero quello della natura selvaggia, dei paesini tipici, del cibo a basso costo e delle risorse naturali. Ammetto che e’ stato emozionante e altamente interessante la visita alla Grotta dei Flauti di Canna: ho scattato numerose foto che troverete nella galleria dedicata alla seconda parte del viaggio. La bellezza era tutta opera della natura e a mio avviso il gusto cinese per l’eccesso anche qui ha colpito ancora, riempiendo il complesso dedalo di spelonche in un “albero di Natale”… Luci improbabili… Neon abbaglianti e decorazioni pseudo-natalizie… ma diciamo che queste sfumature kitch si perdonano facilmente quando si assiste a spettacoli di luci e suoni in location, oserei dire, originali.

Il tempo ha cominciato a tradirci a Guilin: pioggia e freddo ad accompagnarci ovunque… e cosi’ anche la gita di 4 ore in battello sul fiume Li non e’ stato il massimo del godimento. Pioggia+fiume+umidita’=nebbia fitta. Malgrado lo spesso strato di nuvole che strozzava le cime delle montagne si e’ potuto intravedere abbastanza di quello splendido paesaggio e sono delle immagini in particolare a rimanere impresse nella mente come quella del lento avvicinarsi al battello della zattera del venditore di mandarini e frutta secca, del volo di un falco pellegrino che descrivendo spirali logaritmiche puntava in acqua in cerca del suo pranzo e l’affiorare di villaggi resi fantasmi dal vapore sulle sponde del corso d’acqua.

Nel viaggio ho avuto modo di parlare a lungo con persone cinesi, capire e scoprire nuove usanze. Uno dei piatti piu’ prelibati e costosi di questa zona e’ a base di “topo”: si prende con le bacchette un topino appena nato, privo di peluria (primo “squit”), lo si immerge in una salsa ustionante a base di chili e pepe (secondo “squit”) e poi lo si mangia vivo (terzo e ultimo “squit”).

Arrivati alla fine del percorso in battello, una salita in pullman ci ha condotti a Yangshuo per visitare e passeggiare tra le viette strette e tortuose di un sonnolento villaggio Yao. Ricordero’ per sempre l’espressione del bimbo che seguiva il nostro gruppo di nascosto, timido e il suo sorriso quando regalammo lui alcune caramelle: mi diede un senso di solitudine pura, unico a giocare per le vie sporche e deserte di questo villaggio. In questo area vive l’etnia Yao (dello stesso ceppo del Laos\Tailandia) relativamente famosa in tutta la Cina per le sue donne che non tagliano mai i capelli dall’eta di 14 anni.

Per pranzo ci han servito una pietanza a mio avviso ottima: riso con carne e patate dolci cotto all’interno di un tronco di bamboo carbonizzato… non e’ mancata la presenza di un liquore prelibato, servito scenograficamente con all’interno un cobra bianco eretto con in bocca la coda di uno scorpione nero  (e questo non posso nascondere che ha suscitato scalpore al tavolo ahahah)… forse un’allusione macabra allo ying e yang?

Le risaie di Longji ovviamente erano avvolte anch’esse dalla nebbia e abbiam potuto intravedere solo una parte del grande spettacolo.

Le delusioni per le condizioni atmosferiche sono state pienamente scalzate dallo spettacolo che abbiam visto la notte, in un teatro naturale, di fronte alle montagne illuminate di Guilin, sul fiume, con 700 attori, luci e musiche splendide: “Impressione di Liu Sanjie” architettato dal noto regista Zhang Yimou (stesso regista de “La Foresta dei pugnali volanti”). Vedere nascere dall’oscurita’ una musica e centinaia di attori che all’unisono danzano sul pelo dell’acqua non ha descrizione alcuna… per questo ho postato nella galleria numerose foto.

Mi sono stupito quando la guida di Guilin ci ha detto che eravamo molto fortunati ad essere arrivati in orario da Xi’an in quell’aereoporto e, tornando a Shenzhen, ho capito cosa intendesse realmente: dopo due ore di attesa in aeroporto l’aereo non era ancora partito da Shenzhen per venirci a prendere. In ogni caso non e’ l’arrivare a casa alle 4 anziche’ alle 11.30 che mette in discussione la bellezza estrema di questo mio nuovo viaggio.

Alla prossima 😉

Galleria fotografica


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