Shenzhen 26/XI/2011

深圳  2011年11月26日

È d’obbligo conoscere e sperimentare nuove cose, nuovi gusti e nuovi sapori.

Conoscere per apprezzare, per discernere, per imparare.

Sono disposto a provare qualsiasi pietanza, qualsiasi salsa e qualsiasi condimento ma non posso avvicinarmi a ossa e frattaglie in generale.

H 13, proviamo un nuovo ristorante… cucina cantonese per eccellenza. Pranzo tranquillo e comodo con i colleghi; abbiam appena terminato un progetto, la mia prima consegna, e dovevamo celebrarlo.

Locale accogliente con parvenza kitch, colori sgargianti rosso fuoco ed oro. Io opto per un piatto di gamberi con wasabi, le colleghe per un piatto di carne di maiale e Pietro per un piatto di pollo misterioso.

Arrivano i piatti ed hanno tutti un bell’aspetto; i miei gamberi non solo avevano una bella parvenza ma anche un buonissimo sapore peccato che avevano tutti buccia e zampe e toglierle con le bacchette mi è sembrata impresa assai ardua. La cosa più divertente del pranzo è stata la faccia del mio coinquilino quando ha provato il primo boccone del suo piatto: “ma cos’è?!” e lì scopriamo con stupore che quella parte misteriosa del pollo non erano altro che rotule…ebbene sì,  un piatto intero di “Ginocchia di pollo” xDD. Non era il sapore ad essere insopportabile, anzi..molto saporito da quel punto di vista. La cosa più odiosa era la consistenza cartilaginea che mi dava i brividi solo a sentire “scrocchiare” le pepite di pollo sotto i denti.

La sera scorsa abbiam fatto conoscere l’italianità alle due nostre colleghe cinesi, una bella cena nostrana con tanto di musica di bandiera. Direi che hanno apprezzato 🙂

“Mattina successiva” H 13 visita al distretto di Luohu 羅湖, molto famoso a Shenzhen per essere il mercato di falsi al coperto più grande e conosciuto.  Il mercato trovandosi davanti al porto, come a voler sottolineare con un “欢迎光临 – huān yíng guāng lín”( il benvenuto Cinese che si sente in tutti i locali), rappresenta un invito al consumismo economico per la vicinissima Hong Kong dalla quale giornalmente espatriano centinaia di persone a caccia dell’affare più ghiotto. Luogo molto alienante, atteggiamenti e malie simili a quelle dei venditori del suq de Il Cairo ma il tutto in un edificio elegante con vetri, marmi e persone come formiche brulicanti. Non dovevo comprare nulla, ma alla fine ha prevalso la mia parte volubile e i buoni intenti di andar lì solo per dare un’occhiata si sono volatilizzati. Sono tornato a casa con un bel bottino: Trolley della Carpisa nero ultraleggero in policarbonato (130 euro)+ Orologio “Monaco vintage” Taghueuer (9600 euro), pantaloni Abercrombie (130 euro) e scheda di memoria da 32GB (38 euro)…il tutto per 500 Yuan ovvero 58.82 Euro. Come i nostri centri commerciali, anche questo è un luogo “Succhiasangue” o “Vampiro“.

Contrattare qui è il verbo più sfruttato e le mie esperienze nei mercati di Shanghai mi hanno sicuramente aiutato ad affrontare questa realtà cantonese.

Alla prossima 😉


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