Parlavano di roccia e lividi
quelle uniche parole
che hai deposto
come molle rachide d’un ricordo.

E poi
Alla tua non-più-presenza:

Il limbo.

[Galvanizzo le sinapsi]

Quelle volute di fumo
Apparire-ormai-potrebbero delle nuvole;
Come soffici meringhe
Affittate ad una colonia di tarli.

È il tepore dello sbattere delle ciglia
e il prurito di quel mantello di sabbia
Che operoso cerco di spianare
Come secolare encausto
Sepolto dalla quarta dimensione.

Bagliori artificiali/
/Silenzi nero antracite.

Sono stufo di nutrire il cestino di lampadine fulminate:
In periodi di tempesta,
Quando i fulmini sono gl’unici delatori,

Preferisco rimanere al buio.


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